Venerdi 22 Dicembre a Massa nuova manifestazione contro il distretto sanitario alla stazione e per la riapertura dell’ospedale
Venerdì 22 dicembre nuova manifestazione della “Consulta Popolare per la sanità Massa” alla quale aderiscono numerose associazioni e movimenti locali contro la costruzione del nuovo distretto sanitario sui binari della stazione, e per la ristrutturazione delle strutture già esistenti dell’Ospedale di Massa.
Appuntamento alle 17 in Piazza Garibaldi, poi ci sarà una manifestazione itinerante per la città. Ricordiamo che la zona della stazione di Massa, nonostante la ristrutturazione di facciata, sta perdendo gradatamente le sue attività, come la storica edicola che ha chiuso e che svolgeva importanti servizi come la vendita di biglietti ferroviari sia regionali che a lunga percorrenza.

Riportiamo qua integralmente il comunicato della Consulta Popolare per la sanità della città
“La giunta Persiani, la Asl e la Regione Toscana vanno avanti con lo scellerato e pericoloso progetto di costruzione di un nuovo distretto sanitario sui binari della stazione di Massa e la già preventivata chiusura di quelli di Via Bassa Tambura e di Villette.
I lavori di carotaggio e di preparazione del terreno inquinato dell’ex scalo ferroviario sono incominciati ormai da settimane senza che intorno all’area non sia stato affisso nessun cartello recante permessi di legge o responsabili per i lavori in corso.
Vogliono spendere 20 milioni di euro per una palazzina piccola, a 20 Mt in linea d’aria dal passaggio di treni carichi di GPL (la strage di Viareggio non ha insegnato niente).La zona in questione come se non bastasse è una una zona che si allaga già costantemente ad ogni acquazzone ed è già fortemente congestionata dal traffico a tutte le ore della giornata, insomma l’ultimo posto dove una struttura sanitaria dovrebbe stare.Il presidente della Regione Giani non aveva detto all’indomani dell’ultima alluvione di Campi Bisenzio che non ci sarebbero state più nuove colate di cemento in Toscana?
Massa non è in Toscana?
Spendere 20 milioni per una palazzina del genere significa soprattutto decretare di fatto l’abbandono definitivo al degrado o alla speculazione edilizia della struttura ancora integra e validissima dell’ex ospedale di Massa, con meno soldi la struttura potrebbe essere adeguata e riattivata come ospedale di comunità, con meno soldi potrebbe essere anche riqualificata l’area circostante alla stessa che dal 2017 è in stato di abbandono totale per farne un polmone verde per la città con spazi di socialità per gli abitanti dei popolosi quartieri circostanti di Turano e Cervara.
Evidentemente più che alla logica, al bene e agli interessi della collettività questa giunta e la regione Toscana hanno principalmente a cuore gli interessi delle imprese di costruzione e del cemento.
Quale sarà questa impresa non è dato saperlo (alla faccia della trasparenza!), quali siano gli studi fatti sulla struttura dell’ex ospedale per i quali non sarebbe possibile recuperarlo non è dato saperlo, lor signori Giani e Persiani vanno avanti insieme alla ASL senza rendere conto di niente a nessuno, ai cittadini si chiede solo di tirare fuori i soldi ma non si dice niente su come questi soldi verranno usati. È giunto il momento di mobilitarsi contro lo scempio in atto ai danni della sanità territoriale, la giunta Persiani con il benestare e l’immobilismo di certi finti e inconcludenti oppositori come FdI, PD e perditempo vari sta governando con arroganza secondo gli interessi di pochi a discapito del bene della città, il caso dello scempio progettato ai danni del Parco Ugo Pisa e la variante ad personam per SOGEGROSS la dicono lunga sugli intenti perseguiti da questa giunta”

Alle obiezioni della Consulta Popolare per la sanità, possiamo aggiungere la nota che mettersi a costruire un distretto sanitario sui binari della stazione comporterà con tutta probabilità gli ennesimi “lavori di potenziamento infrastrutturale” sulla linea Genova-Roma, già falcidiata da lavori continui; ormai sembra che la circolazione dei treni e dei viaggiatori disturbi il lavoro delle ditte d’appalto dedite ai misteriosi potenziamenti.
Si pone con forza anche la questione del centralismo regionale: se Giani si oppone (questa volta giustamente) alla colata di cemento e allo spreco di denaro pubblico per l’inutile “stazione umbra in Toscana” dell’Alta Velocità, quella di Creti, non fa altrettanto per quanto avviene in un’area periferica della regione come quella apuana.
Giani è del Pd, Persiani della Lega: qualcuno ha ancora dubbi che i due poli sono un partito unico che gioca due parti in commedia solo sui temi di bandiera come la cosiddetta “educazione affettiva”?
Insomma, a quanto pare siamo sempre dentro l’ambito della salviniana “politica del selfie”: aprire cantieri purchessia (e scattare selfie propagandistici alle inaugurazioni) anche se inutili o dannosi o troppo costosi, e anche contro la volontà dei cittadini.
Andrea Macciò
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