La Firenze degli eletti con i residenti comuni esclusi dalla loro stessa città
L’Arcivescovo di Firenze, Monsignor Gambelli, nella sua omelia per San Giovanni, ha toccato un punto cruciale, quello dell’invivibilità sociale di Firenze, che la sta svuotando di residenti. Certo il tema da lui toccato dei prezzi elevatissimi per vivere nella nostra città, è importante, ma non è l’unico. Purtroppo, infatti, sta dominando a Firenze, un’ideologia secondo la quale i Cittadini sono sudditi e devono accettare tutto quello che la vera e propria dinastia politica che governa la nostra città da decenni decide. La normalità fiorentina, infatti, ormai è quella di continue restrizioni alla mobilità ed alla libera impresa, specialmente nel settore turistico, finora unica economia cittadina, in attesa che qualcuno ne inventi un’altra valida. Prova ne sia che con un amico e collaboratore di altre testate, volevamo andare a piedi, a vedere i Fuochi di San Giovanni dalla basilica di San Miniato, ma non ci è stato possibile, malgrado fino allo scorso anno, lo fosse, essendo tutti gli accessi alla basilica presidiati e chiusi dalla Polizia Municipale, per motivi di sicurezza. Si tratta di un’ennesima forzatura, in quanto crediamo che non occorra essere esperti di balistica, per capire che, se San Miniato, è dietro la linea di partenza dei fuochi, che da sempre scendono verso l’Arno, è impossibile esserne colpiti. Capiamo perfettamente la necessità di chiudere le Rampe, sottostanti il Piazzale Michelangelo, che sono, appunto nella traiettoria dei fuochi, ma ciò che si trova alle spalle, è assolutamente sicuro. Ed infatti molti altri Cittadini respinti come noi, erano decisamente arrabbiati, per questa novità. Ma la serata delle delusioni – esclusioni, non è finita qui. Abbiamo provato a scendere al Forte Belvedere, struttura pubblica, dove era previsto un concerto gratuito con vista sui fuochi, ma abbiamo scoperto che era solo su prenotazione, cosa che non figurava sul comunicato stampa e quindi con molta scortesia ci è stato detto dal personale addetto, che non era possibile entrare neanche lì. Insomma, pare che i Fiorentini comuni, che non hanno santi o amici in paradiso, intendendo con questo termine i circoli che contano, debbano poter vedere i Fuochi, solo da quegli spazi comuni sempre più angusti sui Lungarni, oppure da qualche terrazza di albergo, o dai locali dovendo spendere, per godersi una festa che dovrebbe essere invece popolare e quindi godibile per tutti. Tutto questo per dire che Firenze, ormai, è tutto meno che inclusiva, specialmente nei confronti dei propri residenti. Va poi detto che ad alimentare questa non inclusività, è, anche in parte la Chiesa stessa. Stimiamo Monsignor Gambelli, che ha avuto la forza di denunciare dal pulpito questo stato di cose, ma forse non è a conoscenza del fatto che l’Opera del Duomo, che dipende comunque dalla Diocesi di Firenze, non permette il pagamento in contanti per i biglietti dei bellissimi musei che gestisce e nemmeno l’accesso ai suoi bagni pubblici a chi non ha la carta di credito. A parte che ci risulta essere un reato amministrativo il negare il pagamento in contanti, ma soprattutto ci chiediamo dov’è l’inclusione? Se un senza fissa dimora, quindi un soggetto fragile, che dovrebbe beneficiare dell’inclusività, avesse raccolto con fatica i soldi per andarsi a vedere un museo, non potrebbe entrare e così nemmeno usufruire di un bagno pubblico per fare pipì, col risultato che i vicoli di Firenze, diventano sempre più spesso dei Vespasiani a cielo aperto per necessità e non per volontà alimentando così il degrado ed il conseguente isolamento sociale di soggetti che avrebbero bisogno di aiuto vero ed invece vengono lasciati in balia di altri personaggi, che delinquono impuniti. Insomma, cari signori di Firenze, che vi credete gli eredi dei Medici, per esserlo davvero, dovete cominciare a darvi da fare, per riportare la città, non diciamo al livello del suo glorioso passato, perchè per questo, visto come l’avete ridotta, anche per l’ignavia dei fiorentini, ci vuole un vero e proprio miracolo, od un viaggio senza ritorno nel passato, ma quantomeno a livelli di decenza, altrimenti rischiate di trovarvi a dover amministrare anziché quasi 400mila persone, poche decine di migliaia, ma forse chissà, a voi a sta bene così, rimanere in compagnia di pochi eletti.
Luca Monti
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