37 chilometri quadrati senza controllo la Fondazione Caponnetto chiede la mappatura del quadrilatero Firenze -Prato
La Fondazione Antonino Caponnetto, in una conferenza stampa del suo presidente Salvatore Calleri, svoltasi, ieri, Venerdì 3 Luglio, nei giardini dedicati al grande magistrato antimafia, ha segnalato la grave situazione di un’area di circa 37 chilometri quadrati, tra Firenze, Campi Bisenzio, Sesto e Prato, definita come terra di nessuno, nella quale per definizione, si possono infiltrare anche le varie mafie. Il piano proposto dalla Fondazione Caponnetto, è quello di una suddivisione zona per zona di quell’area, per procedere ad una sua mappatura completa, con l’intervento coordinato dall’Autorità Giudiziaria, da parte dei Corpi Speciali delle varie Forze dell’Ordine, per trovare non solo la droga, ma anche le armi necessarie al mantenimento della guerra di mafia, in corso, silenziosamente in quel quadrilatero. A seguire, secondo la Fondazione Caponnetto, dovrebbe poi intervenire la Guardia di Finanza, per risalire al flusso di denaro illecito e contrastare il caporalato molto presente, specialmente nel settore manufatturiero pratese. Per quanto riguarda quest’ultimo fenomeno, Salvatore Calleri, si è anche espresso sul caso controverso del picchetto dei lavoratori di Seano, organizzato dai Sindacati di Base, Sud Cobas, sgomberato dalla Polizia, definendosi scioccato da quanto accaduto, che parrebbe in controtendenza rispetto a quanto auspicato dal piano esposto dalla Fondazione Caponnetto secondo la quale, l’unica parte giusta dalla quale stare, è quella della difesa della legalità, cioè quella in cui operai sfruttati, Fondazione Caponnetto e Procure, devono per forza stare insieme.
Luca Monti
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