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La nuova “Battaglia del Grano”

di Luca Monti
lunedì 17 Aprile 2023 · 16:21 · 3 min di lettura
La nuova “Battaglia del Grano”

È passato poco meno di un secolo, da quando, nel giugno 1925, Mussolini lanciò la cosiddetta “Battaglia del Grano” per cercare di rendere l’Italia autosufficiente nella produzione granicola e tale incentivo morale ed economico alla coltivazione è visto da molti come l’inizio, con dieci anni di anticipo, dell’era autarchica del nostro Paese. Adesso, come detto a meno di un secolo da quel giugno 1925 la “Battaglia del Grano” da ambizione autarchica italiana, è diventata europea. E’ di questi giorni, infatti, la notizia che  l’Ungheria, ha posto il divieto all’importazione del grano dall’Ucraina, per salvaguardare la qualità della propria produzione nazionale e la sua redditività per gli agricoltori. Ursula Von Der Leyen, pensando forse che la decisione del Governo Orban, fosse un caso isolato come quella presa un secolo fa da Mussolini, come se il mondo da allora non fosse profondamente cambiato, ha subito cercato di alzare la voce, ma evidentemente non deve essere granchè come tenore, perchè, un altro Paese, la Polonia, ha subito seguito l’esempio ungherese, vietando a sua volta l’importazione di grano dall’Ucraina ed andando addirittura oltre, visto che il divieto introdotto dal governo polacco, vale anche per il transito del grano ucraino verso paesi terzi. Insomma, Varsavia, sembra non voler nemmeno vedere passare il grano prodotto da Kiev. Ma non solo, un altro Paese ancora, la Bulgaria, sta pensando di fare lo stesso tanto che il ministro bulgaro dell’agricoltura, Yavor Gechev, ha dichiarato: “E’ anche necessario proteggere gli interessi bulgari, soprattutto perchè, quando una tale restrizione è già stata introdotta da altri due Stati, c’è un serio rischio di accumuli di grandi quantità nel nostro Paese se non prendiamo le misure appropriate”. Gechev, ha inoltre sostenuto che il divieto era già stato discusso con i suoi omologhi di sei Paesi europei. Insomma, pare proprio che l’Unione Europea, abbia il fiato corto di fronte alle rivendicazioni “autarchiche” di questo inizio di nuovo millennio, che nascono proprio dalla miopia distopica di Bruxelles, che pensa di poter fermare i mai sopiti nazionalismi che sono frutto di secoli di storia del nostro continente con promesse vane di “enormi potenze di fuoco” intese come risorse economiche, per dirla alla Giuseppe Conte, che i Cittadini dei ventisette Paesi membri dell’Unione, stanno ancora aspettando. Si vede che ancora a Bruxelles, devono accendere il barbecue per la grigliata, oppure più probabilmente che i soldi sono finiti e le promesse non potranno essere mantenute. E allora ciascuno si fa i grani suoi.

Luca Monti

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