Oggi Eugenio Finardi canterebbe: “La Cina spia la Polizia”
19 Febbraio 2026 pubblicato in Mondo
Cinquant’anni fa nel 1976 Eugenio Finardi, si esibì in un concerto, proprio a Firenze, nel quale come si vede dal video seguente tratto da Youtube, cantò la canzone intitolata: “La C.I.A.” nella quale vi era il ritornello “La C.I.A. ci spia sotto gli occhi della Polizia.”
Oggi quella canzone andrebbe rivisitata con il titolo: “La Cina spia la Polizia”. E’ infatti uscita la notizia che un gruppo di hackers probabilmente cinesi, sono riusciti a bucare le difese informatiche del Ministero degli Interni ed a impossessarsi dei dati sensibili di ben 5mila Agenti della Digos, impiegati in attività antiterrorismo, ma soprattutto nel controllo sulle comunità straniere e nel monitoraggio e tracciamento dei dissidenti cinesi residenti in Italia. In realtà, pare che l’attacco hacker, sia avvenuto tra il 2024 ed il 2025. In quel periodo, infatti, Il Ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, aveva stipulato un piano di cooperazione triennale col suo omologo cinese Wang Xiaohong, per combattere la criminalità organizzata ed il traffico di droga. A sollevare l’allarme sulle troppe conoscenze da parte dei cinesi, dei dettagli delle operazioni condotte sul campo dalla Polizia, era stato Luca Tescaroli, Procuratore di Prato che da tempo denuncia che la realtà malavitosa cinese in quella città, sta prendendo una piega pericolosa come dimostra, anche la polemica passata, sulla presenza di una polizia parallela cinese, nella città laniera. Probabilmente la notizia, è stata resa nota solo in questi giorni, per evitare incidenti diplomatici con la Cina. Resta il fatto che la guerra ibrida, almeno sul fronte dell’intelligence, è tutt’altro che fredda, come dimostra un’altra notizia divulgata dalla radio della Svizzera Italiana, secondo la quale, la C.I.A. per tornare ad Eugenio Finardi, ha pubblicato su YouTube, un video realizzato in mandarino, la lingua ufficiale cinese per reclutare nuovi agenti nel Paese del Dragone, in particolare tra gli ufficiali delle forze armate, che oggi sono abbastanza inquiete, a causa della campagna anticorruzione che le sta colpendo e che vedrà a processo tra poche settimane Zhang Youxia, il generale più alto in grado. Insomma più di qualcosa bolle non in pentola ma nei pc dell’intelligence a livello mondiale.
Luca Monti