Oggi torna la domenica al museo e la Guardia Archeologica Nazionale lancia un appello ad approfittarne perchè il futuro è cultura
Oggi, Domenica 1° novembre torna l’iniziativa del Ministero della Cultura, che prevede l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali di tutta Italia. Si tratta di un’iniziativa, avviata nel 2014 in seguito all’approvazione del decreto ministeriale, il cosiddetto decreto Franceschini, dal nome dell’allora ministro, che ha introdotto, appunto, l’ingresso gratuito nei musei, nelle gallerie, nei parchi archeologici e nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Quest’anno, però, c’è, almeno per noi, una gradita novità, rappresentata dall’appello alle famiglie di approfittare di quest’occasione, da parte della Guardia Archeologica Nazionale. Una realtà di volontariato, nata a Padova e coordinata da Paolo Caratossidis, che si propone come scopo sociale, la tutela del patrimonio storico, artistico e culturale italiano, risultando molto attiva sul territorio, in particolare nel Nord Italia, segnalando abusi edilizi, o stati di abbandono e degrado, che riguardano edifici e manufatti storici e promuovendo la protezione dei beni archeologici, con una buona visibilità mediatica, sulle testate locali delle zone interessate a questa attività. L’appello ci piace soprattutto per i termini con cui è stato lanciato: “Il Futuro è Cultura”. Troppo spesso, infatti, a supporto di iniziative importanti culturalmente come la Domenica al Museo, questi due termini vengono usati al contrario: La cultura è futuro. La semantica, però, non è la matematica per cui che si scriva 2 + 3 o 3 + 2 il risultato è sempre 5 secondo la regola che cambiando la posizione dei fattori, non cambia il risultato e quindi le due dizioni, hanno un valore completamente diverso a seconda di dove si pongono i termini. Dire la cultura è futuro, significa, infatti, sminuire il valore della cultura in rapporto al futuro, relativizzandola. Anche la scienza, ad esempio è futuro e forse a ben pensare, ogni cosa che esiste, è futuro, perchè migliorabile e sviluppabile quindi la cultura, in questo contesto, diventa solo uno degli infiniti elementi necessari per il futuro. Affermare, invece, come nell’appello della Guardia Nazionale Archeologica, il cui manifesto, è raffigurato nella foto di copertina, che: “Il Futuro è Cultura” cambia completamente la lettura della frase. In questo contesto, infatti, la cultura, non è più relativa, al pari degli altri veicoli di sviluppo, ma diventa il principale mezzo, attraverso cui costruire il futuro. Condividiamo in pieno questa visione perchè se il mondo, oggi va male non è solo per l’economia o la politica, che nel corso della storia dell’umanità, sono state, sono e saranno sempre temporanee ed effimere, ma per l’ignoranza, intesa proprio come mancanza di cultura che sta caratterizzando i nostri giorni. Un ministro degli esteri, che confonde la Libia, col Libano, o un presidente di regione che dice in un’intervista che la Toscana confina naturalmente con la Lombardia, dei quali omettiamo i nomi per non infierire e non scendere in politica, perchè questa ignoranza nei rappresentanti istituzionali, è assolutamente trasversale ed acclarata, quale futuro possono realisticamente offrire alle giovani generazioni? Ecco quindi che occorre mettersi in testa, a differenza sempre di un ministro, che diceva che con la cultura non si mangia, che, invece, la cultura rappresenta l’unico antidoto all’ignoranza, perchè permette di conoscere la storia ed impedisce il ripetersi degli errori del passato, aldilà delle ideologie o delle convinzioni personali. Un popolo che non conosce e non ricorda il proprio passato, non può avere futuro, perchè vive in un eterno presente, che frena lo sviluppo e brucia le esistenze in una fiammata, anzichè renderle immortali per le idee espresse. Cos’è che differenzia un Michelangelo da un Cattelan, ad esempio? Semplicemente la cultura. Michelangelo, conosceva la natura umana, perchè era colto ed aveva studiato presso l’Accademia Neoplatonica Fiorentina, voluta dalla famiglia Medici ed ha realizzato la Cappella Sistina, con cognizione di causa ponendovi molteplici elementi simbolici e teologici, ciascuno al loro posto. Cattelan, ha solamente attaccato una banana, ad un muro gesto che peraltro un primate, inteso come animale simile all’uomo, nonchè famoso per mangiare le banane come ha fatto colui che l’ha comprata, sa fare meglio di qualunque essere umano. Ecco Cattelan, ha portato nell’arte la cultura dei primati e dell’effimero, come il mangiare una banana e nulla più ed infatti fra qualche secolo, la sua banana, nessuno la ricorderà più, mentre La Cappella Sistina, sarà, ancora lì con i suoi bellissimi affreschi. Ben venga quindi l’appello della Guardia Archeologica Nazionale, che facciamo nostro, invitando tutti, non solo le famiglie ad approfittare, ogni mese della Domenica al Museo, per scoprire la Grande Bellezza, che caratterizza l’Italia.
Luca Monti