Follia artistica al Festival di Avignone in Francia
In Francia, si è svolto nei giorni scorsi l’annuale Festival di Avignone, una rassegna teatrale che in quest’edizione, la 77esima, ha visto ben 114mila presenze ed è considerata la più importante del Paese. La maggior parte degli spettatori, tuttavia, sono rimasti sconvolti dalla “performance” di chiusura del festival, il 25 luglio scorso, che definire di cattivo gusto è davvero troppo poco.

Nello spettacolo, infatti sono apparsi in scena, decine di bambolotti raffiguranti bambini di etnia caucasica, messi allo spiedo da attori di colore, alcuni dei quali, a loro volta, poco più che bambini, come si vede nella foto seguente.

La reazione di critica aspra e di condanna di questo indegno allestimento teatrale, da parte del pubblico presente, è stata per fortuna immediata, ma la critica dei media, è andata controcorrente, elogiando questo spettacolo, il che ci fa capire che, se in Italia, la stampa è messa male, in Francia sta pure peggio. Ma la cosa incredibile, in questa vicenda, è che dal 1983 esiste un’associazione “Le Totem” che organizza, in concomitanza col festival, una rassegna teatrale parallela, dedicata all’infanzia, il Festival Théâtr’enfants, la cui programmazione secondo il sito internet della promozione turistica di Avignone: “E’ pluridisciplinare e riflette la diversità e l’esigenza di qualità, da offrire ai bambini più giovani e agli adulti che li accompagnano ed è dunque adatto sia ai più giovani che ai più grandi.” Non sappiamo come abbia reagito quest’associazione allo spettacolo dei “bambini (per fortuna finti, almeno per il momento) allo spiedo”, nè se ne fosse a conoscenza, o coinvolta nello stesso in qualche modo, ma certo anche l’immagine di questa organizzazione, non crediamo che ne esca pulita. Ci auguriamo solo, che la prossima edizione del Festival di Avignone, sia un flop, così da punire con la legge dei numeri gli organizzatori di questo spettacolo, che di artistico, non ha davvero nulla e va molto oltre, anche i canoni della provocazione fine a sè stessa. Sappiamo di non vivere in un mondo normale e dunque non ci aspettiamo, nessuna denuncia legale nei confronti dell’organizzazione, anche se a ben vedere, forse, ve ne sarebbero gli estremi, ma tant’è!
Luca Monti
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