L’oro continua ad aumentare di prezzo e torna ad essere un bene rifugio
Negli ultimi tre giorni, l’oro ha raggiunto, sul mercato borsistico degli Stati Uniti, quotazioni costantemente oltre i 2Mila Dollari l’oncia equivalente a poco più di 31 grammi, cifra che tradotta in Euro al grammo, è pari per arrotondamento al ribasso, a poco più di 59 Euro. Il massimo era stato toccato dall’oro, a quota 2070 Dollari l’oncia, nell’agosto 2020, mentre ad ieri, la sua quotazione si è fermata a 2037 Dollari. Secondo alcuni analisti, tale incremento del valore del metallo giallo, sarebbe legato ai dati sull’occupazione lavorativa americana che non sono brillanti, anzi, rappresentano i minimi degli ultimi ventuno mesi, segno evidente di una crisi latente dell’economia degli Stati Uniti. Tradotto, vuol dire che l’oro sta tornando, nella percezione comune, ad essere un cosiddetto bene rifugio, come lo era stato nei tempi passati. Ma sbaglia, a nostro avviso, chi si illude, che questo aumento possa essere interpretato in senso positivo, come uno stimolo alla crescita economica americana, in quanto l’annuncio della creazione di una nuova moneta dei cosiddetti Paesi aderenti ai BRICS basata proprio sulle garanzie auree e di altre materie prime, prevista per la prossima estate, rischia di togliere davvero la supremazia monetaria al Dollaro, che come sappiamo, non è più legato a nessuna garanzia reale, che non sia quella del prestigio e del presunto potere della superpotenza a stelle e strisce. A dimostrazione di come questa nuova moneta preoccupi, vi è la vignetta satirica di copertina e a corredo dell’articolo, disegnata da Latuff e tratta dalla testata online statunitense, mintpressnews.com che spiega, in modo eloquente come vi sia, davvero il rischio di una decadenza dell’impero globale americano, a favore di nuovi Paesi, ormai non più emergenti, ma pienamente affermati e guidati dall’arcinemica storica degli USA, vale a dire la Russia, che tanti sostengono in procinto di perdere la guerra con l’Ucraina, ma che con tutta evidenza, sta vincendo la partita economica globale ed in prospettiva appare destinata a vincere anche quella militare, perchè come ci insegnano i francesi “C’est l’argent qui fait la guerre”.
Luca Monti
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