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All’Istituto Universitario Europeo di Fiesole il Natale si chiamerà Festa d’Inverno

di Luca Monti
martedì 24 Ottobre 2023 · 18:47 · 3 min di lettura
All’Istituto Universitario Europeo di Fiesole il Natale si chiamerà Festa d’Inverno

Natale si sta avvicinando e con esso anche le strampalate, per non dire altro, iniziative, volte a cancellarne, se non la celebrazione, quantomeno il significato religioso. Il problema è che stavolta non si tratta della boutade dell’ennesimo personaggio in cerca d’autore, ma della decisione del presidente dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole dunque di un’istituzione di emanazione europea, che ha un certo peso. Il presidente, è notizia di oggi, ha deciso diramando una nota interna che: “Per ottemperare agli obblighi del “Piano per l’uguaglianza etnica e razziale dell’Eui” l’ex festa Natale, verrà rinominata, per eliminare il riferimento cristiano”. Insomma per rispettare le identità di tutti, come al solito, bisogna rinunciare alla nostra, trasformando il Natale, che celebra la nascita di Gesù e dunque ha un valore puramente religioso, in una più anonima “Festa d’Inverno” che in stretta osservanza alla relativistica religione ecologista, oggi imperante forse avrà al centro delle celebrazioni, il rito delle caldarroste magari cotte all’interno della pentola magica della pozione di Obelix. Il problema purtroppo, è che se il simpatico Gallo, un pò obeso, un pò palestrato, uscito dalla fantasia e dalle matite di René  Goscinny ed Albert Uderzo, fa ridere, non altrettanto possiamo dire di questa brutta striscia a fumetti distopica, uscita dalla mente e dalla penna del presidente dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole, Renaud Dehousse. Abbiamo citato non a caso Obelix, perchè, forse essendo belga, Dehousse, ha sentito il richiamo del proprio dna barbaro, come avrebbero detto gli antichi romani ed ha deciso di dare vita, a questa riscrittura in salsa gallica del Natale. In ogni caso emerge, ancora una volta, la necessità per Firenze e dintorni, di rimandare a casa, licenziandoli, i barbari, Belgi, Francesi, Tedeschi, eccetera, che hanno monopolizzato, grazie all’Europa, tutti i posti di comando della nostra città, perchè occorre ricordare a lorsignori, che quando a Fiorenza, si costruiva la civiltà europea, nelle loro lande, forse, si praticava ancora l’agricoltura nomade e dunque le nostre tradizioni, Natale incluso, contano qualcosa in più delle loro, anche perchè Fiesole, è in Italia e non in qualche provincia sperduta della Gallia ed oltretutto, l’Istituto Universitario Europeo, ha sede in una Badia, dunque un edificio religioso dove il Natale è di casa. Ci auguriamo che oltre alle opposizioni comunali, metropolitane e regionali, che già hanno scatenato il valzer delle polemiche, stavolta insorgano, contro questo ennesimo scempio della nostra identità, anche le varie Istituzioni e soprattutto la diocesi di Fiesole, la più antica della Toscana, ma su questo punto, siamo sinceramente scettici, visto l’allineamento totale da esse dimostrato finora verso le politiche europee, perchè, crediamo che non vi siano dubbi sul fatto che questa decisione, come molte altre, sia stata firmata a Fiesole, ma concepita a Bruxelles.

Luca Monti

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