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Cos’è e come funziona il Coin Days Destroyed delle Criptovalute

di Luca Monti
mercoledì 11 Settembre 2024 · 21:48 · 3 min di lettura
Cos’è e come funziona il Coin Days Destroyed delle Criptovalute

Le Criptovalute, come tutti i mercati finanziari, hanno degli indicatori che ne segnalano gli andamenti, dai quali si può predire, sia pur con una certa approssimazione il loro futuro prossimo. Uno di questi indicatori è il CDD acronimo di Coin Days Destroyed. In pratica questo indicatore calcola la giacenza temporale delle Criptovalute, in un singolo portafoglio esattamente come succede quando, per richiedere qualche servizio soggetto ad ISEE, occorre richiedere alla propria banca la giacenza media. Vi è però una differenza importante. Per le Criptovalute, non è importante, l’importo giacente, quanto il tempo della giacenza stessa. Se ad esempio, possediamo un solo Bitcoin e lo teniamo fermo nel nostro portafoglio digitale per dieci giorni, abbiamo generato dieci Coin Days. La formula matematica sottostante a questo parametro, infatti, è pari al numero di Bitcoin, od altre Criptovalute possedute, moltiplicato per i giorni di possesso. Se dunque vendiamo o spendiamo il nostro Bitcoin, dopo dieci giorni, abbiamo “bruciato” dieci Coin Days. Più alto è il numero di Coin Days, bruciati in un singolo giorno a livello globale, più il segnale indica che, in teoria, il mercato è in rialzo, perché si comincia a vendere quella specifica Criptovaluta. Gli analisti USA infatti, hanno notato che i maggiori incrementi di valore del Bitcoin, sono avvenuti sempre, o quasi, in coincidenza del massimo numero di Coin Days Destroyed, come mostra il grafico nella foto di copertina e a corredo dell’articolo, proveniente da Bitcoin Magazine Pro. Gli stessi analisti, in particolare Alex Woodstock, dello staff di Coinmonks hanno però notato, che in realtà, non è tutto oro quel che luccica e che quindi il parametro del Coin Days Destroyed potrebbe essere un segnale negativo anziché positivo. Per quanto riguarda il 2024 infatti, il giorno col picco massimo di Coin Days Destroyed, è stato il 28 maggio che ha segnato l’inizio di valori del Bitcoin oltre i 60Mila Dollari, effetto durato circa un mese, per poi assestarsi intorno ai 50Mila Dollari, con la chiusura odierna, a 52.127,75 Dollari. Sempre Alex Woodstock, sostiene che quel picco del 28 maggio, sia stato dovuto ad alcune transazioni fatte apposta, proprio per aumentare il valore del Bitcoin, da Mt. Gox colosso giapponese delle Criptovalute fondato nel 2010 e che era arrivato a detenere il 70% dei Bitcoin a livello globale fino al febbraio 2014 quando ha rischiato la bancarotta per una perdita di 850Mila Bitcoin, pari a diverse centinaia di milioni di Dollari, ai valori dell’epoca. In pratica Mt. Gox, in modo del tutto legale, ha spostato il 28 maggio di quest’anno, decine di migliaia di Bitcoin, da un proprio portafoglio digitale, non operativo da molto tempo, su altri, di proprietà dello stesso Exchange generando il picco di Coin Days Destroyed ed il conseguente rialzo di valore del BTC guadagnando tanto da poter cominciare a rientrare dei debiti pregressi. Insomma non c’è spazio per i piccoli investitori nel mondo delle Criptovalute? La risposta a questa domanda è: sì, a patto di seguire quotidianamente la chiusura del Bitcoin o delle Criptovalute di nostro interesse, per capire quando inizia il ciclo di rialzo anomalo ed iniziare a vendere per circa un mese e raccogliere così dei buoni profitti operando come i cosiddetti “Smart Coins” tra i quali, appunto Mt. Gox.

Luca Monti

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