Gli studenti universitari hanno manifestato più volte nei giorni scorsi contro la guerra ed a supporto della Palestina
Nei giorni scorsi, gli studenti universitari, hanno protestato più volte di fronte al Rettorato di Piazza San Marco, contro la guerra in Medioriente, a sostegno della Palestina.

Non abbiamo nulla, sia chiaro, contro queste manifestazioni, ma non capiamo, forse anche per la differenza anagrafica e generazionale con gli studenti, alcuni slogan di questi ultimi. Se, infatti, il no alla guerra, qualunque essa sia, è pienamente condivisibile nel principio non capiamo da quale guerra, debba uscire l’università, come recita il cartello nella foto sopra. O ancora, quali accordi avrebbe fatto l’Università di Firenze, con lo Stato di Israele, ma forse, questo cartello nella foto sotto, si riferisce al Governo e non all’università.

Eppure, è proprio l’istituzione universitaria la destinataria di questi messaggi, perchè, appunto, le manifestazioni si sono svolte di fronte al Rettorato, ma soprattutto perchè viene apertamente accusata di complicità con Israele nel presunto genocidio di Gaza, che rappresenta certamente un’enorme tragedia umana, ma che non è stata certo sponsorizzata, o promossa, dall’Università di Firenze, che non ha alcuna responsabilità nel conflitto israelo – palestinese in atto, che peraltro, giova sempre ricordare, è in corso a fasi alterne da settant’anni, tanto che, chi scrive, sin da bambino ne sentiva parlare.

Infine, è importante sottolineare come nelle questioni politiche, sia interne, ma soprattutto di politica estera, occorra mettere in pratica due principi, quello dell’equilibrio e quello della neutralità. Le guerre, infatti, specialmente quelle di lunga data, non si risolvono con la partigianeria, a favore di una parte o dell’altra, ma semplicemente col non schierarsi, che permette l’uso a pieno titolo della diplomazia. Facciamo un esempio pratico, ci troviamo davanti a due individui, a noi sconosciuti, che si stanno prendendo a cazzotti e noi forniamo un coltello a chi ci appare più simpatico, senza neanche sapere, perchè i due stanno litigando. Abbiamo fatto un buon servizio, utile a riappacificarli? Certamente no, dunque acclarato questo principio, perchè un Governo, un organo d’informazione, o gli stessi studenti dovrebbero schierarsi a favore di uno o dell’altro contendente, in una guerra della quale, in Italia, come nel resto del mondo, nessuno conosce la vera genesi storica? Probabilmente se si capisse che la ragione, come in tutte le cose della vita, non sta mai da un parte sola, si riuscirebbe a risolvere anche questo triste nodo della cosiddetta geopolitica, che, sinceramente, si sta protraendo da troppo tempo, anche con, in questo caso possiamo dirlo, la complicità morale delle Nazioni Unite, che hanno smesso, da tempo, purtroppo di essere arbitro imparziale nelle contese internazionali, cedendo alla tentazione di scendere in campo, come giocatore di una delle due parti, fornendole il coltello dell’esempio precedente, allontanando così ogni possibilità futura di mediazione credibile e dunque facendo evaporare la Pace, per la quale l’ONU, da statuto, dovrebbe lavorare. In una battuta potremmo dire che dall’ONU si è passati all’OND (Organizzazione Nazioni Disunite).
Luca Monti
Ph. Stefano Giannattasio
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