Ieri è stato un 8 marzo di lotta per il movimento femminista “Non una di meno”
Anche, ieri, come di consueto, il movimento femminista “Non una di meno” si è ritrovato in Piazza Santissima Annunziata, per il loro 8 marzo di lotta per i diritti delle donne, contro la violenza di genere ed i femminicidi.

Nella visione del movimento “Non una di meno” trova molto spazio la lotta al cosiddetto patriarcato, vale a dire la cultura dominante nel nostro Paese, ritenuta dalle militanti femministe come una delle cause principali delle violenze di genere, in quanto gli uomini, si sentirebbero, in qualche modo giustificati nel compierle.

Proprio per sottolineare la contrapposizione col concetto di patriarcato, ieri ha fatto la sua apparizione in piazza anche un camioncino, a voler rievocare i carri carnevaleschi, recante sul cassone posteriore un’installazione intitolata “La dea sputa”, che come spiegavano alcuni volantini, voleva essere un invito a schifare, appunto, il pensiero patriarcale.

Non sono poi mancati riferimenti al femminismo d’antan, con slogan recanti forti critiche alle vigenti leggi sull’aborto, anche con accenti ironici, cosa che a Firenze, è sempre, come si sa, apprezzata e coltivata.


Anche ieri, abbiamo voluto sentire la voce di una delle militanti ed abbiamo intervistato Matilde, che ci ha detto: “Siamo qui perché l’8 marzo non deve essere un giorno di festa, ma di lotta per i diritti delle donne, ma non solo e per questo invito gli uomini a non farci gli auguri in questa data, che suonano come riduttivi e quasi obbligati. Occorre, invece, che gli uomini prendano coscienza che le donne si rispettano tutti i giorni e che la lotta che noi portiamo avanti, fa bene anche a loro per evolversi come mentalità e superare la loro tendenza aggressiva nei nostri confronti. Io stessa, come penso la maggior parte delle donne, sono stata vittime di piccole e grandi violenze e proprio grazie al movimento “Non una di meno”, sono riuscita a superare i traumi psicologici, che queste si portano dietro.”

Luca Monti
Ph. Stefano Giannattasio
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