Ieri sera al circolo Andreoni tre urbanisti hanno “demolito” la politica delle grandi opere a Firenze
Ieri sera, 15 febbraio, si è svolta presso il circolo “Andreoni” a Coverciano un’assemblea pubblica sul tema delle “sfide e dei nodi urbanistici di Fnella quale gli urbanisti Alessandro Pecchioli, Giorgio Pizziolo ed Alberto Ziparo, hanno “demolito” la politica delle grandi opere a Firenze. Dati alla mano, hanno, infatti dimostrato come tramvia, alta velocità ed aereoporto, non siano utili, ma addirittura dannosi per Firenze. Hanno ricordato, infatti, come la prima regola aurea della scienza urbanistica sia quella di interrogarsi, prima di costruire un’infrastruttura, altamente impattante sull’utilità sociale ed effettiva della stessa. Nello specifico, riguardo la tramvia, i tre esperti, hanno sottolineato alcune criticità rilevanti, che sono: obsolescenza del progetto e dei materiali, nessuna flessibilità di utilizzo, alto consumo di ambiente e spazio a disposizione del traffico veicolare, pubblico e privato, ma soprattutto costi spropositati di realizzazione e messa in opera, pari a circa 48Milioni di Euro al chilometro, contro una media europea per opere similari di 12Milioni di Euro. Insomma a Firenze, si spende quattro volte di più che nel resto d’Europa, con un servizio finale, più impattante e di prestazioni inferiori, frutto di un progetto degli anni ’80 quindi non più all’avanguardia. L’alternativa proposta dai tre urbanisti, è quella dei bus elettrici a ricarica ultrarapida sui quali stanno puntando Genova, Milano e Torino. La caratteristica di tali mezzi, oltre all’estrema velocità di ricarica ad ogni fermata, è quella che le fermate stesse possono essere spostate e riassemblate in poche ore ad un costo di poche centinaia di migliaia di Euro, altro che il record mondiale del costo al chilometro della tramvia fiorentina. Sull’alta velocità le critiche degli urbanisti, si sono appuntate sull’inopportunità di scavare il tunnel vista la situazione del sottosuolo fiorentino, ricco di falde acquifere ed infatti, è di questi giorni la polemica su molti palazzi, posti sul percorso della “talpa” che iniziano a manifestare problemi di cedimenti strutturali. In questo caso la soluzione proposta è quella di rinunciare al tunnel e tornare al progetto originario di attraversamento in superficie, che si può realizzare con costi sensibilmente inferiori, garantendo lo stesso tempo di percorrenza ai convogli in transito. Sull’aeroporto gli urbanisti hanno espresso critiche per quanto riguarda l’utilità effettiva dell’ampliamento del Vespucci considerando la presenza, ad un’ora di treno del Galilei di Pisa, che ormai si è consolidato anche per quanto riguarda i voli intercontinentali. A questa inutilità si unisce, poi, il consumo di ambiente determinato dalla rottura dell’ecosistema di parchi urbani all’interno della piana fiorentina, che rappresenta un unicum in quell’area, oltretutto a forte rischio idrogeologico, come dimostrato dall’alluvione di Campi lo scorso novembre. Tuttavia in questo caso, i tre esperti, hanno espresso ottimismo dicendo di non credere alla realizzazione dell’ampliamento aereoportuale, viste le perplessità sullo stesso del ministero competente. Insomma, Pecchioli, Pizziolo e Ziparo, hanno bocciato la politica urbanistica fiorentina degli ultimi trent’anni, ma, a nostro avviso, sono scaduti nell’incoerenza, quando, sul finire della serata, si sono schierati a favore dello scudo verde e dei 30 chilometri all’ora sostenendo la necessità dell’espulsione dei mezzi privati dalla città, che e’ figlia della stessa ideologia ispiratrice dei progetti da essi criticati e considerati insostenibili, ai quali aggiungeremmo anche la costruzione di nuovi centri commerciali come quello dell’Esselunga in Via Mariti, nel cui cantiere stamattina sono morti alcuni operai, schiacciati da un pilastro, episodio del quale parliamo in altro articolo specifico.
Luca Monti
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