Il 20 febbraio 1280 entra nella storia il termine “Kamikaze”
Oggi, molti conoscono il termine giapponese “Kamikaze” e lo associano, a seconda della generazione cui appartengono, o ai piloti nipponici, che nel corso della seconda guerra mondiale, si schiantavano contro le navi da guerra statunitensi nell’Oceano pacifico, o ai terroristi suicidi che si fanno esplodere nei loro attentati. In realtà, tale termine che significa: “Vento divino” fa la sua comparsa nella storia 744 anni fa. Nei primi anni ’70 del 1200 infatti, il Giappone, si trovava ai ferri corti con l’imperatore mongolo Kublai Khan, che avrebbe voluto includere nei suoi possedimenti anche l’arcipelago del Sol Levante e provò ad invaderlo senza successo nel 1274. Negli anni seguenti la crisi si acuì e Kublai Khan, organizzò un nuovo tentativo di invasione del Giappone, con decine di migliaia di soldati. L’imperatore giapponese, che, all’epoca, aveva sede a Kyoto, consapevole della forza numerica dei nemici, che nel frattempo si preparavano allo sbarco nella baia di Hakata, emise proprio il 2 febbraio del 1280 una sorta di editto, col quale invitava tutti i templi del Paese a pregare per la vittoria. Tale preghiera collettiva, ebbe come risultato l’entrata in scena, quel giorno, del “Kamikaze” sotto forma di un tifone che spazzò via la flotta mongola e con essa i sogni di espansione di Kublai Khan, verso le isole giapponesi. Ecco quindi che quel tifone “miracoloso” e provvidenziale, prese, appunto, il nome di “Vento divino”.
Luca Monti
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