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Il Comitato Tutela Crinale Mugellano Crinali Liberi denuncia la devastazione ambientale per la realizzazione delle pale eoliche

di Luca Monti
martedì 16 Luglio 2024 · 16:48 · 4 min di lettura
Il Comitato Tutela Crinale Mugellano Crinali Liberi denuncia la devastazione ambientale per la realizzazione delle pale eoliche

Il Comitato Tutela Crinale Mugellano Crinali Liberi, ha diramato un comunicato stampa nel quale sottolinea la devastazione ambientale in corso, a causa dei lavori di realizzazione di un mega impianto eolico sul crinale appenninico mugellano. Ecco il testo del comunicato stampa, al quale erano allegate anche le foto di copertina e a corredo dell’articolo:

“In questi splendidi giorni estivi, escursionisti, camminatori e sentinelle del Comitato Tutela Crinale Mugellano, Crinali liberi, hanno percorso i sentieri appenninici, nelle zone di Monte Giogo di Corella e Monte Giogo di Villore e sono rimasti assolutamente impietriti dalla devastazione dei sentieri del CAI, dai tagli selvaggi delle foreste, dagli sbancamenti profondi dentro le faggete riempiti di pietre, dal degrado ambientale operato in territori ai confini del Parco Nazionale Foreste Casentinesi, nella sua zona di rispetto, di espansione e di continuità funzionale.

Da giugno pesanti mezzi meccanici, ruspe, escavatori, camion, lavorano, infatti, incessantemente sul Sentiero CAI 12, di Corella, nel Comune di Dicomano, a sbancare per portare via pezzi di montagna ed allargare la viabilità, ad abbattere castagni secolari ed alberi, a cementificare, per aprire sui crinali dell’Appennino mugellano una strada che consenta il passaggio da Corella, di enormi mezzi di trasporto con pale eoliche, rotori, plinti, cemento, chilometri di cavi. Anche tralasciando il problema futuro della bonifica e smaltimento degli aerogeneratori a fine vita, come potranno mai essere “ripristinate” le aree soggette a tali interventi, dopo aver denudato e compattato il suolo di versanti e crinali tutti boscati e aver infilato ampie piattaforme di cemento profonde diversi metri e micropali in profondità?

E che dire dell’immenso dispendio di carburanti fossili e relative emissioni della tanto citata CO2 con inquinamento e polveri sottili, al fine di modificare infrastrutture della viabilità ordinaria e realizzarle là dove non esistono e dove, grazie al mancato disturbo antropico, rimangono gli ultimi ecosistemi naturali meglio conservati d’Italia?

Perché sventrare i versanti instabili e fragili delle montagne, mettendo a rischio di dissesto idrogeologico la valle del Mugello, di notoria sismicità, esponendo le comunità ivi residenti agli stessi pericoli e danni di frane ed alluvioni patiti dalla popolazione nel versante appenninico romagnolo?

Perché progettare gigantesche pale eoliche e strade di cantiere in prossimità di reti idrografiche, sorgenti e torrenti che alimentano acquedotti pubblici comunali o addirittura sopra di essi?

Perché sbancare, modificare, alterare, cementificare, desertificare crinali consumando suolo senza alcun ritorno effettivo per le comunità ed i territori, nemmeno in termini di bollette energetiche?”

Perché procedere con i lavori frammentati prima di avere a disposizione un’autorizzazione complessiva anche sul progetto esecutivo impianto industriale Monte Giogo di Villore?”

Perché compromettere preziosi habitat di specie protette, monitorate costantemente dagli esperti della biodiversità, con relazioni aggiornate inviate agli Enti competenti ed alla Regione Toscana?”

Perché gli amministratori non si sono opposti fermamente in difesa dell’Appennino e della sua vocazione turistica ed economica paesaggistica? Perché non sono state fatte attente analisi fra i costi e i benefici?
Perché non si sono proposti progetti energetici alternativi, davvero ecologici e verdi?

Queste sono solo alcune, delle domande che sorgono spontanee, ma che rimangono senza risposta, nel silenzio inquietante dei media, tranne quelli veramente attenti all’ambiente e a ciò che accade effettivamente nel territorio, mentre l’Appennino, viene aggredito in nome di una transizione energetica che nulla ha di ecologico e che calpesta i diritti, faticosamente conquistati in decenni, riguardo alla protezione della natura, al benessere delle comunità ed alla salute dei territori, con particolare riguardo al popolamento della montagna ed alla promozione del turismo in territori ricchi di biodiversità naturale che spettano anch’essi di diritto al futuro delle nuove generazioni.

Riportiamo il comunicato stampa, per evidenziare il paradosso, citato dal Comitato, di una presunta transizione ecologica, che, forse, darà qualche beneficio, se lo darà, in qualche decennio, ma che, intanto necessita di deturpare per sempre montagne splendide e molto boscate come quelle dei crinali appenninici mugellani, che da sempre rappresentano una vera e propria oasi naturalistica, meta di escursioni estive e non solo da parte anche dei fiorentini, che ora vengono privati anche del loro diritto di godersi il fresco delle faggete. Suggeriamo ai tecnici, a questo punto di abbattere tutti gli alberi esistenti e sostituirli con quelli di plastica gonfiabile da spiaggia, almeno il vento prodotto dalle pale eoliche li farà muovere dando un senso di naturalezza. Ironia a parte, è davvero gravissimo e vergognoso, che in nome dell’ecologia, si faccia scempio di intere foreste.

Luca Monti

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