In diecimila ieri in corteo per la GKN
Erano certo lontani dai quarantamila che gli organizzatori si aspettavano, ma comunque tanti, intorno ai diecimila, i presenti ieri al corteo di solidarietà con i lavoratori della GKN, che ha attraversato Firenze, da Novoli, alla Fortezza, bloccando il traffico in quell’area, tramvia compresa, per circa cinque ore.

Ovviamente, su tutti gli altri, campeggiava lo striscione recante la scritta “Insorgiamo” che rappresenta ormai il marchio del Collettivo di Fabbrica della GKN.

Quando scriviamo di queste manifestazioni, raramente usiamo il termine ex, riguardo la GKN, perchè, se è vero, che l’azienda non esiste più con quel nome, è pur vero che per il Collettivo di Fabbrica, quello è un marchio identitario molto forte, sul quale si è costruita tutta la narrazione della loro lotta, che li ha visti mobilitare, in più occasioni, decine di migliaia di persone.

Ma aldilà dei cortei, i lavoratori dello stabilimento campigiano, hanno un progetto ambizioso, per il quale hanno lanciato una campagna di raccolta fondi, quello di “Officine Liberate” del quale ha parlato Dario Salvetti, nel proprio intervento conclusivo.

In pratica, forti anche della sentenza del tribunale di Firenze, che ha condannato pochi giorni fa, l’attuale proprietà, a pagare gli stipendi sospesi dal 9 ottobre scorso, ed in aperta polemica col Ministro Urso, sul futuro dello stabilimento campigiano, i lavoratori ambiscono a diventarne i titolari, attraverso, appunto, una raccolta fondi popolare, che permetta di riattivare una produzione industriale.

Ma come spesso accade in queste occasioni, il corteo di ieri, era molto composito con alcuni manifestanti che visivamente si riferivano ad altri temi caldi in questo momento e distanti dalla lotta specifica dei lavoratori GKN.

Ci riferiamo ad esempio, ad un volto noto dell’anarchismo fiorentino, che esibiva un cartello contro la NATO ed il suo interventismo militare nella guerra in Ucraina, o alla bandiera russa, comparsa nel corteo.

O ancora, alla solidarietà ad Alfredo Cospito, nella sua lotta contro il regime carcerario del cosiddetto 41 bis.

Tra le sigle presenti poi, l’USB e Potere al Popolo, oltre all’ormai immancabile Antonella Bundu, Consigliera Comunale di Sinistra Progetto Comune, alla quale si riferisce la foto di copertina.

Luca Monti
Ph. Stefano Giannattasio
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