La beffa di Salvini ai contestatori
Ieri, domenica 3 dicembre, si è svolto alla Fortezza da Basso, il convegno di Identità e Democrazia, il gruppo dei cosiddetti sovranisti europei, preceduto dalle consuete polemiche, come da tradizione, ogni volta che Salvini, o qualcuno della Lega, viene a Firenze, per un evento politico. E come da tradizione, gli antifascisti di varia estrazione, hanno organizzato una manifestazione di protesta.

La novità di ieri, sta nella vera e propria burla che Salvini, ha giocato, novello Pievano Arlotto, ai contestatori, che, convinti che l’evento durasse tutta la giornata, si sono presentati nel pomeriggio alla Fortezza, per scoprire che, invece, lo stesso si era concluso alle 14. Insomma, se i contestatori, parlando peraltro, non si sa bene a quale titolo, a nome di tutta Firenze, schifavano Salvini e la Le Pen, come riportato nell’enorme striscione della foto di copertina ed a corredo dell’articolo, i due politici “schifati”, hanno, come detto, risposto beffando chi li schifava, manifestando dunque una palese indifferenza alle contestazioni. Salvini, come detto, terminando i lavori del convegno alle 14 e la Le Pen, non presentandosi fisicamente, ma in un videomessaggio, ai delegati presenti. Insomma, la manifestazione di protesta, è stata un vero e proprio buco nell’acqua ed anche le bandiere europee, che il Sindaco Dario Nardella, aveva invitato a mettere alle finestre di tutte le case, come segno di non benvenuto al Ministro delle Infrastrutture ed ai suoi alleati politici al Parlamento Europeo sono state così poche, da risultare, di fatto, invisibili, tanto che alla fine, possiamo dire che gli “schifati” sono stati proprio i manifestanti. Evidentemente la gente comincia ad essere stanca di questo tipo di manifestazioni, completamente slegate dai problemi della vita di tutti i giorni e che creano solo disagi al traffico e problemi di ordine pubblico. Se manifestare è un diritto, farlo per cause importanti, o per far valere appunto, i propri diritti costituzionali e non per impedire a qualcuno di dire la propria opinione, è un dovere.

In democrazia le idee altrui, si possono legittimamente non condividere, ma vanno rispettate sempre e comunque, ma ormai viviamo in una società malata, nella quale anche le manifestazioni di protesta sono diventate parte del sistema. Per fortuna, come detto, la gente quella vera, che lotta tutti i giorni facendo mille sacrifici per sopravvivere, sta prendendo le distanze da questo triste e ripetitivo teatrino che ormai è frequentato solo da politici e contestatori di professione, che se la cantano e se la suonano da soli, talmente sono diventati noiosi.
Luca Monti
Ph. Stefano Giannattasio
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