Vai al contenuto

La politica inizia ad interrogarsi sul caso “Sollicciano”

di Luca Monti
lunedì 6 Gennaio 2025 · 22:23 · 3 min di lettura
La politica inizia ad interrogarsi sul caso “Sollicciano”

E’ passata appena una settimana dall’inizio dell’anno e già si conta un suicidio all’interno del carcere di Sollicciano, con un ragazzo di 25 anni di nazionalità egiziana, che il 3 gennaio, ha preferito togliersi la vita piuttosto che restare in quelle che appaiono condizioni disumane, considerando che il detenuto, pare fosse in attesa di risposta sulla sua richiesta di scontare il resto della pena che gli rimaneva nel suo Paese d’origine. Del resto i numeri parlano chiaro, con Sollicciano che nel 2024 appena terminato, è risultato essere al quarto posto tra i penitenziari italiani, per numero di tentati suicidi, ben 64 dietro a quelli di: Catanzaro (89) San Vittore (73) e Secondigliano (68). Un dato che deve far riflettere, ma che è reso ancora peggiore dalla classifica degli atti di autolesionismo, sempre nel 2024 nella quale Sollicciano, è arrivato addirittura secondo, con 387 casi, certo ben lontani dai 1182 di San Vittore, ma comunque terribilmente troppi. Ed il suicidio del giovane egiziano, era stato preceduto il 5 luglio del 2024 da quello di un ragazzo ancora più giovane, che aveva solo 20 anni, al quale fece seguito un tentativo di rivolta dei detenuti. Senza voler arrivare alla conclusione di chiudere Sollicciano, come iniziano a chiedere gli attivisti per i diritti umani, perchè questo creerebbe ancora più confusione con trasferimenti dei detenuti, difficili da realizzare, vista la situazione complessiva delle carceri italiane che soffrono tutte, più o meno, di carenze di spazi, ma soprattutto con i tempi biblici dei lavori pubblici che lascerebbero per anni senza un penitenziario Firenze, che, è bene ricordarlo, non è più quella di Pupo e della sua celebre canzone Firenze Santa Maria Novella e basta girare di sera, nei pressi di quella stazione, per rendersene conto, è comunque evidente che occorre che la politica si dia da fare per trovare soluzioni che mettano d’accordo sicurezza dei cittadini e rispetto dei diritti umani dei detenuti. Ecco che il Presidente della Regione Giani ha deciso di muoversi, in tal senso, chiedendo un incontro, col Ministro della Giustizia, Nordio, per cercare di trovare queste possibili soluzioni. Ci auguriamo che l’iniziativa di Giani, non sia solo l’ennesima pantomima elettorale, per le regionali di quest’anno, ma segni davvero l’inizio di una nuova stagione per la Toscana, che non merita queste statistiche disumane in tema carcerario, perchè nel lontano 1786 quell’ormai famoso 30 Novembre, ormai da un quarto di secolo diventato Festa della Toscana, proprio grazie ad Eugenio Giani, l’allora Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo, abolì, per primo al mondo, la pena di morte, la tortura ed il sequestro dei beni dei detenuti adoperandosi al contempo per una migliore condizione di vita nelle carceri.

Luca Monti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *