La provincia di Firenze messa a dura prova dal maltempo
Sono stati notevoli anche stavolta i danni provocati dalla pioggia battente di questi ultimi giorni, che ha colpito la nostra provincia. Stavolta ad avere la peggio, è stato Sesto fiorentino, che ha visto il centro cittadino, allagarsi quasi completamente, per l’uscita del torrente Rimaggio, come ci mostra il video seguente ripreso dai social.
Problemi grossi sono stati registrati anche a Sant’Andrea a Rovezzano ed in Val di Sieve, anch’essa colpita duramente. Ma il danno principale, almeno per oggi e per quanto riguarda Firenze città, si è verificato in Via Benedetto Fortini, dove è crollato un muro, che ha ostruito completamente la strada e che comporterà disagi per diverso tempo nella zona, visto che la stretta via, adesso, ovviamente chiusa, era utilizzata per bypassare i lavori della tramvia, che rendono il traffico insopportabile nel quadrante sud della città. Eppure, malgrado i catastrofisti del clima, che sicuramente appena passata questa burrasca, torneranno a dirci che è colpa appunto, solo di un clima impazzito e che bisogna ridurre l’inquinamento ed il traffico e che per farlo occorre magari chiuderci in casa, o girare solo a piedi o in monopattino per salvare il pianeta, qualcosa non ci torna in questa narrazione semplicistica. Ci domandiamo, infatti, come mai, in un mondo ipertecnologico, dominato dall’intelligenza artificiale, dagli algoritmi e da chissà quale altra diavoleria digitale, se è possibile stabilire un’allerta meteo per un giorno specifico, non si riesce a prevenire questi fenomeni? Tradotto, se le autorità, sapevano che ieri ed oggi, si sarebbe verificato questo fenomeno meteorologico estremo, come mai non si sono attivate, per predisporre dei piani di prevenzione, magari ripulendo e rinforzando per tempo, gli argini dei torrenti nelle aree considerate a rischio? Anche perchè il Rimaggio, sinceramente e con tutto il rispetto dovutogli è poco più che un rigagnolo e non può e non deve rappresentare un pericolo. Certo, se la sua manutenzione, è inesistente però, anche un rigagnolo esonda e fa danni. Insomma, in questo ennesimo caso di disastro, è ancora e sempre solo colpa del clima impazzito, oppure l’intelligenza artificiale e gli algoritmi dormivano? Oppure ancora chi doveva prevenire è rimasto inattivo affidandosi al cielo sperando che smettesse di far piovere da solo? Se è così allora spengiamo l’intelligenza artificiale, contribuendo peraltro, a ridurre il consumo energetico, come piace appunto ai suddetti catastrofisti del clima ed affidiamoci agli sciamani per delle belle danze della pioggia o del sole, a seconda delle necessità del momento, che potrebbero anche diventare attrazioni turistiche.
Luca Monti
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