La scure della censura si abbatte sul Maggio Musicale Fiorentino

9 Gennaio 2026 pubblicato in Firenze


Il maggio Musicale Fiorentino, ha deciso di cancellare due serate dedicate al balletto “Pas de deux for toes and fingers” calendarizzate per il 20 e 21 Gennaio prossimi. Nel comunicato ufficiale del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, la cancellazione viene spiegata così: “A causa del perdurare delle tensioni internazionali che creano un clima che potrebbe pregiudicare il buon esito dello spettacolo”. Già questo scarno comunicato risulta difficile da comprendere, perchè le tensioni internazionali, non possono e non devono pregiudicare la messa in scena di uno spettacolo, o di un evento artistico o culturale, perchè l’arte e la cultura, da sempre, hanno rappresentato e dovrebbero rappresentare, ma evidentemente non è più così, un ponte di comprensione fra i popoli che può diventare anche una via di dialogo diplomatico fra parti in conflitto fra loro. Ma vediamo adesso quali sarebbero i motivi per cui questo balletto avrebbe potuto essere pregiudicato dalle tensioni internazionali. Si tratta essenzialmente della presenza in scena della ballerina Svetlana Zakharova e del violinista Vadim Repin, considerati vicini a Putin. Voci di corridoio sostengono che a far propendere il Comune di Firenze ed il Maggio Musicale Fiorentino, a cancellare le due serate sia stata una richiesta formale in tal senso da parte dell’Ambasciata Ucraina, in Italia. Non sappiamo se queste voci siano vere, ma se lo fossero, si tratterebbe di una grave ingerenza, da parte di uno Stato estero, nei confronti di Istituzioni del nostro Paese, che potrebbe anche sfociare in una richiesta di risarcimento danni da parte degli artisti esclusi, per mancato rispetto di un contratto evidentemente stipulato tra le parti e considerato che il Maggio Musicale Fiorentino, è un’istituzione pubblica, quel risarcimento, dovrebbe essere coperto dai Cittadini di Firenze. Qui non si tratta di essere pro o contro l’Ucraina, o la Russia, ma di una evidente deriva autoritaria, che vuole imporre cosa sia giusto rappresentare in un balletto o in un’opera d’arte, o addirittura come in questo caso chi li debba interpretare, sulla base del cosiddetto politicamente corretto. Allora potremmo arrivare, per paradosso rimanendo in ambito russo, a vietare i libri di Lenin, che chi scrive, pur non condividendone le idee, ha letto e conserva in casa, organizzando magari dei roghi degli stessi, in Piazza della Signoria, dove venne bruciato per le proprie idee antimedicee Girolamo Savonarola. Parliamo del rogo del Savonarola, perchè rappresenta l’esempio di come l’arte e la cultura, hanno sanato le divisioni a Firenze. Dopo la morte del Savonarola, infatti, i Medici, furono cacciati e venne instaurata una Repubblica teocratica, paragonabile all’Iran attuale, tanto da scegliere come motto che ancora campeggia sulla facciata di Palazzo Vecchio: “Rex Regum et Dominus Dominantium” riferentesi a Cristo, che domina su tutto e tutti. Possiamo quindi immaginare come il governo di quella Repubblica, fosse animato dal fanatismo religioso, eppure commissionò a Michelangelo, il David, che come tutti sanno, è nudo. E quando i Medici, tornarono al potere, si guardarono bene dall’abbattere quella scultura che era stata il simbolo in qualche modo della loro sconfitta. Insomma, signori, qui si sta affermando un principio censorio, sull’arte e sulla cultura, che ci riporta indietro dal punto di vista sociale di oltre 500 anni, con buona pace dei discorsi su democrazia e libertà di parola ed espressione e questa deriva, sinceramente non ci piace, verso chiunque sia applicata.

Luca Monti





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