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Ma Firenze è davvero una città inclusiva?

di Luca Monti
venerdì 3 Gennaio 2025 · 10:33 · 2 min di lettura
Ma Firenze è davvero una città inclusiva?

Malgrado Sara Funaro, nella sua campagna elettorale, per diventare Sindaco, come poi, peraltro prevedibilmente vista la predominanza politico culturale del PD, nella nostra città, si è verificato, abbia puntato tutto sull’inclusività di Firenze, nulla ci sembra essere stato fatto in tal senso. Ne sono la riprova i numerosi articoli che abbiamo dedicato a fenomeni che vanno in tutt’altra direzione, quale ad esempio l’obbligo di pagamenti con sistemi elettronici, applicato persino da enti legati alla Chiesa, come l’Opera del Duomo che, di fatto esclude le fasce sociali più povere, dall’accesso ai monumenti religiosi e dunque alla cultura che essi rappresentano. Ma la mancanza totale di inclusione, a Firenze, che ormai, gli amministratori sembrano decisi a consegnare agli interessi economici delle multinazionali, permettendo persino lo sfregio dell’apertura dell’ennesimo Starbuck’s, in Via del Corso, in un palazzo storico, mentre fanno la guerra, alle chiavi elettroniche dei bed and breakfast, fomentando così i Cittadini, contro una categoria di piccoli imprenditori, che non fanno nulla di male, cercando di monetizzare i loro appartamenti, viene plasticamente raffigurata dalle foto scattate, in questi giorni festivi, dal nostro Photoreporter, Stefano Giannattasio, in uno dei sottopassi pedonali della nostra città, dove si vede un piccolo agglomerato di case di cartone.

Ecco quel cancello semichiuso, rappresenta, a nostro avviso l’indifferenza, anche dell’Amministrazione Comunale, verso quei poveracci, che vivono forse peggio che nelle favelas sudamericane, dove almeno vi è solidarietà, perchè comunque si è parte di una comunità di meno fortunati. Non ci vengano a raccontare, che è impossibile reperire spazi da adibire all’accoglienza di questi poveri, pochi per fortuna almeno per ora, a Firenze. Se vogliamo parlare di inclusività, occorre mettere in pratica gli slogan, non solo usarli per farsi eleggere sindaco. Quindi Firenze, oggi, può definirsi una città inclusiva? A noi pare di no, anzi ci sembra parecchio esclusiva, che non vuol dire riservata a pochi, ma escludente, il che è ben diverso.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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