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Nuove proteste anarchiche ieri all’Isolotto contro il 41 bis ad Alfredo Cospito

di Luca Monti
domenica 16 Aprile 2023 · 14:37 · 2 min di lettura
Nuove proteste anarchiche ieri all’Isolotto contro il 41 bis ad Alfredo Cospito

Ieri 15 aprile, nel pomeriggio si è svolta all’Isolotto, una manifestazione con corteo, degli anarchici contro il 41 bis ad Alfredo Cospito.

La battaglia portata avanti anche ieri, ormai, ci appare come residuale e di retroguardia, visto che lo stesso Alfredo Cospito, ha ricominciato da qualche tempo ad alimentarsi, interrompendo il lungo sciopero della fame e dato che gli Italiani hanno altri problemi ben più pressanti di questo da risolvere.

Oltretutto questo tipo di manifestazioni che lasciano spesso, come accaduto anche ieri, qualche segno sui muri, che poi qualcuno, vale a dire la collettività, cioè anche noi, dovrà pagare per rimuovere, alla lunga stancano e dunque, anziché portare sostenitori alla causa qualunque essa sia, rischiano di renderla antipatica a tanti.

Diverso sarebbe un discorso di tipo culturale con convegni ed eventi mirati a far luce sull’opportunità, o meno, di mantenere il 41 bis, per determinate tipologie di detenuti, oppure sull’opportunità di averlo inflitto a Cospito, che crediamo potrebbero anche interessare buona parte dell’opinione pubblica.

Oltretutto il vizio di mescolare insieme, in un frullato dal sapore strano, diverse tematiche, quali, appunto il 41 bis a Cospito, con il rifiuto del capitalismo, o presunte stragi di Stato, o ancora i pestaggi, purtroppo operati da indegni rappresentanti delle Forze dell’Ordine, o addirittura la guerra, porta a confondere la gente ed allontana dai veri problemi che il nostro Paese sta affrontando.

Vorremmo concludere chiedendo a questi manifestanti dov’erano, quando, per semplici Decreti, che dunque hanno valore legislativo certamente non primario e forse neanche secondario, tanto che le pene per chi li infrangeva erano solo amministrative, è stata chiusa l’Italia intera, applicando di fatto una detenzione domiciliare per tutti, incensurati inclusi? Con tutto il rispetto per Cospito, infatti, ma la sua detenzione, è frutto di sue scelte personali, giuste o sbagliate, non sta a noi valutarlo, mentre per milioni di persone la chiusura obbligata, ha cambiato, quasi sempre in peggio, la vita sotto tutti i profili ed i risultati si vedono, con una società divisa e letteralmente impazzita, alla faccia di chi dai balconi esponeva il ridicolo slogan “Andrà tutto bene!”

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

 

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