Vai al contenuto

Rifugio Gualdo e dintorni

di Sandra Massai Fallaci
venerdì 7 Aprile 2023 · 13:07 · 2 min di lettura
Rifugio Gualdo e dintorni

Il Rifugio Gualdo è alle falde di Monte Morello sulla Panoramica Colli Alti, i dintorni sono tutte le persone (tante) che a vario titolo si sono avvicendate là. Davvero molti personaggi, che hanno portato avanti un qualcosa di unico, speciale, per qualche verso irripetibile. Corre l’anno 1964, Fosco Masini con qualche amico boy-scout già dagli anni ’50 è appassionato di montagna e frequenta la canonica di Don Silvano, attigua alla chiesa di S.Giusto al Gualdo che è una piccola pieve ricca di storia. Siccome il parroco non vi abita, nasce l’idea di usarla come rifugio di montagna per l’escursionismo. La svolta arriva poi con il Torneo Terza Punta: si tratta della Terza Punta di Monte Morello ossia la più alta, quasi 1.000 mt; è chiamata  anche Poggio all’Aia. Dagli anni ’60 in poi il Gruppo Sportivo Gualdo,  sotto la guida di Fosco che sta ora festeggiando i suoi 90 anni circondato da un centinaio di amici, ha fatto tantissima strada non solo a Monte Morello ma anche a La Thuile e sulle alte montagne di mezzo mondo. Cina, India, Russia, Sud America, Patagonia ecc…La famiglia l’ha seguito quasi sempre, e nella catena dell’Himalaya c’è  una cima intitolata a Flavia nel Ladakh in Kashmir: Flavia è la figlia di Fosco che ha conquistato la vetta fino ad allora inviolata. Ma sono decine e decine gli appassionati che lui ha saputo accompagnare in alta quota, motivandoli e insegnandogli una marea di cose…Nei miei ricordi c’è per esempio l’escursione del  Luglio ’93 da Alagna alla Capanna Margherita (4.554 mt) passando per il Rifugio Gnifetti e il Naso del Lyskam: magnifico. E’ per me rimasto indimenticabile, non solo perché si è trattato della mia luna di miele ma anche per la quota massima a cui sono salita. Grazie, Fosco. Negli occhi degli ospiti presenti al compleanno si legge la riconoscenza verso Fosco: “gratitudine” deriva da grazie, ma lui non vuole essere ringraziato. Invece “riconoscenza” deriva da riconoscere, cioè riconoscere la sua abilità nell’aggregare le persone in un’attività molto interessante e insegnare loro l’alpinismo: già, l’alpinismo. Che è diverso dal trekking, ovviamente…E Fosco e Flavia sono alpinisti.

Nello sguardo di Fosco oggi c’è la gioia di vedere apprezzato il suo lunghissimo impegno di volontariato per oltre mezzo secolo.

Auguri, Fosco.

Sandra Massai Fallaci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *