Ringraziamo Stefano Burbi per averci segnalato il punto di vista degli autisti di Autolinee Toscane sui disservizi del trasporto pubblico
Il famoso compositore e direttore d’orchestra fiorentino Stefano Burbi, che, evidentemente, è un nostro lettore, ci ha inviato una sorta di intervista, da lui realizzata, in forma anonima, ad alcuni autisti di Autolinee Toscane, riguardo i disservizi del trasporto pubblico locale. Interessante notare come nell’intervista finalmente, emergano i danni al traffico che sta provocando la tramvia, che l’Amministrazione Comunale, insiste a voler far passare come panacea di tutti i mali e mezzo poco inquinante e veloce. Si tratta di pareri importanti, perchè rilasciati da “addetti ai lavori” che il traffico lo vivono e lo subiscono tutti i giorni e non da qualche oppositore politico, che potrebbe essere accusato di speculare sull’argomento per fini, appunto, politici. ma ecco cosa scrive il Maestro Burbi, al quale si riferisce la foto seguente:

“La situazione del traffico a Firenze è diventata insostenibile per varie ragioni. La filosofia del Comune di Firenze, non è quella di rendere più attraente il trasporto pubblico in generale, ma di penalizzare chi, con pieno diritto, usa l’automobile e di promuovere solo un mezzo, cercando di esaltarlo ideologicamente e di spacciarlo come la panacea per ogni male: la tramvia. Il vero problema è che non è stato potenziato il trasporto pubblico su gomma, necessario comunque nelle zone non servite dalla tramvia. Da diversi anni infatti, assistiamo ad un progressivo smantellamento di tutte le corsie preferenziali destinate ai bus; negli ultimi tempi, poi, strade un tempo piuttosto scorrevoli sono state trasformate in budelli a causa della realizzazione di piste ciclabili, alcune delle quali quasi del tutto inutilizzate. E chi può parlarci del traffico fiorentino e delle difficoltà del servizio pubblico con cognizione di causa? Gli autisti di Autolinee Toscane subentrate alla vecchia ATAF, il cui servizio, purtroppo, a detta di tutti, non è certo ineccepibile, ma non per colpa dei conducenti di questi mezzi pesanti costretti a percorrere vie e viuzze della nostra bellissima città dribblando automobili parcheggiate in modo poco civile, ed evitando motociclisti e ciclisti a volte incoscientemente contromano. Sono loro in prima linea, però, a subire i malumori di un’utenza sempre più esasperata da ritardi e corse saltate. In questi giorni ho avuto modo di parlare con alcuni gentilissimi autisti di Autolinee Toscane durante la loro sosta alla stazione di Santa Maria Novella e mi è sembrato giusto presentarvi anche il loro punto di vista. Ecco la ricostruzione delle nostre conversazioni.
IO: “Buongiorno! Posso farvi alcune domande?”
I AUTISTA: “Certo, prego.“
IO: Perché tanti ritardi e tante corse saltate? Lo so, non è colpa vostra, ma come la vedete voi?
I AUTISTA: Ah, per fortuna Lei ha capito che non dipende da noi. Vede, qui la viabilità, alla stazione, è stata stravolta ma non certo in meglio. E un po’ in tutta la città le cose non sono messe bene. Anche i tassisti si lamentano, ed hanno ragione. Sa, molte volte i passeggeri ci trattano male perché credono che siamo noi autisti a decidere quando tornare in deposito, e magari passando da una fermata piena di gente che sta aspettando il bus. Non è così. Noi autisti non abbiano autonomia per quanto riguarda limitazioni delle corse, rientrate in deposito e modifica della cartelliera indicante la linea e la destinazione; essendo tutto il parco mezzi geolocalizzato, nel momento in cui l’autista fa una variazione di ciò che ho indicato prima, in sala radio si accende immediatamente un allarme, l’operatore apre la pagina della vettura e vede l’anomalia. A questo punto si mette in contatto con l’autista (tramite apparato di bordo, con SMS oppure in fonia) e chiede spiegazioni. È successo in passato, che siano state comminate sanzioni disciplinari, fino alla sospensione e quindi può immaginare che gli autisti si guardino bene da fare di testa propria.
IO: Per quale motivo saltano le corse?
II AUTISTA: I tempi di percorrenza che l’azienda dispone in tabellina, non sono congrui all’effettivo tempo che occorre per spostarsi da A a B, quindi corsa dopo corsa, il ritardo aumenta al punto che viene disposto lo scartellamento per andare a vuoto a rimettersi in orario, magari dall’altra parte della città. Questo anche perché quando io scendo dal primo periodo di guida, ho 20 minuti di intervallo, per poi rimontare sul periodo successivo e se scendo in ritardo non ho il tempo materiale di montare su quello dopo, così il collega al quale dovrei dare il cambio, deve proseguire la corsa e questo innesca una catena di mancati cambi, che portano al caos totale.
IO: Ma la tramvia cambierà le cose?
III AUTISTA: Sì, ma in peggio, per noi che guidiamo mezzi su gomma. Vede, la prima linea della tramvia per Scandicci, aveva un senso, perché c’era lo spazio ed il traffico privato e quello su gomma non ne hanno risentito. Tutto il resto è stata una forzatura, una scelta politica, per non dire ideologica. Noi di Autolinee Toscane, siamo penalizzati, e voi utenti di conseguenza. Se uno vive all’Isolotto, o al Galluzzo, deve comunque prendere il bus per andare alla stazione e prendere la tramvia, e i tempi di percorrenza sono raddoppiati o triplicati, per cui, per andare in un posto, si prende la macchina. E’ inevitabile.
IO: Verissimo. A me è capitato molto spesso di dovere prendere la macchina per accompagnare i figli perché il bus non passava o andare a riprenderli per lo stesso motivo. Ma avete qualcos’altro da aggiungere?
I AUTISTA: Sarebbe importante che gli utenti sapessero che il codice della strada e l’azienda, mi vietano di aprire le porte per salita o discesa, quando sono fuori dalle fermate e tale inosservanza potrebbe portarmi a sanzioni da parte delle forze dell’ordine e dell’azienda, senza contare che se un passeggero dovesse cadere o essere investito da uno dei mille scooters che passano da destra e farsi davvero male, ne risponderei penalmente. Questo lo dico perché è una situazione nella quale ci troviamo più volte al giorno. Un’altra cose che gli utenti non sanno è che gli autisti sono esseri umani, che hanno come loro dei bisogni fisiologici, quindi quando entrano in un bar e vedono un autista che beve un caffè, forse è che dopo 4 ore e 10 minuti di guida ininterrotta, hanno necessità di bere quel caffè e magari anche di andare in bagno.
IO: Avete spesso a che fare con utenti aggressivi?
II AUTISTA: Eh sì, purtroppo, e le cose vanno sempre peggio. Molte cose gli utenti del trasporto pubblico non le sanno e, forse, sapendole, potrebbero portare le persone ad essere meno aggressive nei confronti del frontman che hanno davanti e che non c’entra niente con i disservizi che, ahimè, ci sono.
Io: Soluzioni?
III AUTISTA: Bisognerebbe che vincesse il buon senso e che tutti capissero i problemi degli altri: autisti, tassisti, pedoni, automobilisti, ciclisti e motociclisti. E, aggiungo, che il Comune trovi le soluzioni per migliorare la viabilità, anche se, con la prossima realizzazione della tramvia sui viali, con conseguente restringimento delle carreggiate, l’orizzonte non sembra essere proprio sereno.
A confermare questi pareri, raccolti come detto dal maestro Stefano Burbi, vi è anche quanto segnalatoci sul fronte della sicurezza stradale, da una fonte interna ad Autolinee Toscane, che vuole restare anonima per ovvii motivi, che ci ha scritto quanto segue, allegandoci anche due dei Bollettini di Sicurezza citati, a riprova delle sue asserzioni:
“A seguito del numero sempre più elevato di sinistri che purtroppo coinvolgono la nostra sede operativa è stato sviluppato un piano d’azione mirato ad aumentare la sicurezza di tutti. Tra le varie azioni pianificate, è stato previsto il coinvolgimento di autisti esperti di AT, addetti all’esercizio, coordinatori d’esercizio, responsabili del settore di gestione della regolarità e dell’operatività dei bus, che metteranno a fattore comune le proprie conoscenze e competenze per la redazione di bollettini di sicurezza. questi avranno l’obiettivo di condividere con tutti voi le dinamiche che hanno condotto ai sinistri più rilevanti accaduti nella sede operativo di Firenze Urbano, individuando i comportamenti da tenere per ridurre la probabilità che certe situazioni possano nuovamente verificarsi.”
Redazione
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