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Sabato millecinquecento persone hanno detto no alla base NATO a Firenze

di Luca Monti
lunedì 6 Novembre 2023 · 20:35 · 3 min di lettura
Sabato millecinquecento persone hanno detto no alla base NATO a Firenze

Sabato, 4 novembre, anniversario dell’alluvione della nostra città, funestata proprio in questi giorni da altre inondazioni nella piana tra Firenze e Prato, che hanno causato danni notevoli anche all’economia di quelle zone visto che molte attività hanno dovuto buttare tutta la merce, si è comunque svolto un corteo, contro la base NATO alla caserma Predieri di Rovezzano, che ha visto la partecipazione di circa millecinquecento persone, che non sono poche considerando le premesse meteorologiche di cui sopra. La data del 4 novembre, è stata scelta dagli organizzatori del corteo per il suo alto valore simbolico, in quanto, in tale giorno, nel nostro paese, si celebra la cosiddetta Festa delle Forze Armate, che dunque era in tema col soggetto della manifestazione di sabato scorso.

L’elevata partecipazione al corteo, è stata probabilmente dovuta ai timori di una possibile escalation del conflitto israelo – palestinese, che potrebbe coinvolgere l’Alleanza Atlantica, con la possibilità, che Firenze, possa, qualora venisse realizzato alla caserma Predieri, il Comando Operativo del Settore Mediterraneo della stessa, divenire un obiettivo strategico per azioni militari o terroristiche.

Comunque la si pensi, riguardo alle guerre in corso, non si può comunque davvero neanche immaginare, che Firenze città di pace, almeno nelle parole degli Amministratori Comunali e Regionali, possa ospitare un Quartier Generale di alta operatività militare, oltretutto non sotto il controllo del Ministero della Difesa del nostro Paese, ma di un’entità sovranazionale terza, che fra l’altro, in Toscana, dispone già di una base enorme, come quella di Camp Darby, tra Pisa e Livorno.

 

Qui non si tratta di essere antimilitaristi, perchè, come dicevano i romani, “Si Vis Pacem Para Bellum” e dunque, da che mondo è mondo, un Paese sovrano, ha il diritto dovere, di realizzare strutture militari per la propria difesa, ma a condizione di non esporre la popolazione a rischi inutili. Qualcuno potrà chiedersi a quali rischi potrebbe essere sottoposta Firenze e noi glieli spieghiamo brevemente.

La nostra città, ha un’elevata concentrazione turistica, che permette l’arrivo di milioni di persone, tra le quali possono agevolmente passare inosservati anche individui che vengono a Firenze, non con la voglia di visitare i nostri monumenti, ma con l’intenzione di fare danni.

Siamo sicuri che sia dunque una buona idea, dal punto di vista della sicurezza, realizzare un Quartier Generale della NATO, a due passi dal centro storico, attirando possibili attentatori? Agli scettici verso questa ipotesi che dovessero ritenerla insensata, o peggio ancora bollarla come “complottista” come va di moda fare oggigiorno con chi esprime pensieri diversi da quello dominante, basta ricordare un evento recente, il famigerato 11 settembre, dal momento che Mohamed Atta, uno dei terroristi dell’attacco alle torri gemelle, pare sia stato anche a Firenze, per un periodo, prima di realizzare il proprio folle piano terroristico a New York.

Insomma, sarebbe davvero importante che Regione Toscana e Comune di Firenze, iniziassero a considerare la realizzazione della base NATO, non come una risorsa, ma come un pericolo per Firenze ed i Fiorentini e si facessero sentire ufficialmente, perchè le parole di un Presidente di Regione e di un Sindaco di una città come la nostra, conosciuta nel mondo, sono politicamente più pesanti, di quelle sia pur importanti nel loro piccolo, delle millecinquecento persone che sabato pomeriggio, hanno gridato il loro no, a questo assurdo progetto.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio

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