Salvatore Ferragamo è stato il genio delle calzature femminili
Chi ci legge, sa quanto amiamo la nostra Fiorenza, la Toscana e le loro tradizioni, intrise di genialità, sin dai tempi degli Etruschi e che continuano tuttora, malgrado le apparenze, che ci danno l’idea di una città apatica e conformista, cosa in parte è vera. Proprio per dare un messaggio di speranza e ricordare che il Genius Loci fiorentino, è ancora attuale malgrado la decadenza culturale, morale e sociale, che attanaglia l’intera Italia, vogliamo parlare di un genio contemporaneo Salvatore Ferragamo e di un suo prodotto, il Cambrione in acciaio, che hanno fatto la storia delle calzature femminili. Se tutti conoscono, almeno di nome, Salvatore Ferragamo, pochi crediamo sappiano cos’è il Cambrione d’acciaio, al quale si riferisce la foto seguente.

Si tratta di un sottile supporto in acciaio temperato, inserito tra tacco e suola, capace di sostenere il piede e distribuire il peso in modo armonico, frutto della ricerca instancabile di Salvatore Ferragamo, per migliorare la stabilità e la portabilità delle scarpe col tacco, che lo portò a studiare anatomia, alla University of Southern California. A seguito di questi studi, egli intuì, che il punto debole della scarpa era l’arco plantare, dove mancava un sostegno strutturale adeguato. Nel 1947 quindi Salvatore Ferragamo, brevettò negli Stati Uniti, questo supporto, che oggi rappresenta uno standard internazionale, per poi brevettarlo anche in Italia, quando fece ritorno a Firenze nel 1951. La prima a sperimentare il Cambrione, fu una ballerina di Flamenco appositamente ingaggiata da Salvatore Ferragamo, che al termine del test dichiarò:
“È come danzare sull’aria”
Da quel momento, quel piccolo componente divenne un pilastro della calzatura di lusso. Onore quindi al genio contemporaneo di Salvatore Ferragamo ed alla sua piccola ma fondamentale invenzione, che permette alle signore e signorine di ogni età di soddisfare il loro ego, indossando anche i tacchi più alti resi famosi da molti film e romanzi, facendole “danzare sull’aria”.
Luca Monti
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