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Signa: venerdi 26 Gennaio “Venti di Rinascita” presentazione del libro di Chiara Rantini e reading poetico a cura de “Il giardino degli Elicrisi”

di Andrea Macciò
martedì 23 Gennaio 2024 · 10:11 · 4 min di lettura
Signa: venerdi 26 Gennaio “Venti di Rinascita” presentazione del libro di Chiara Rantini e reading poetico a cura de “Il giardino degli Elicrisi”

 

Venerdi 26 Gennaio a Signa, alle ore 17,30 presso la Biblioteca “Boncompagno da Signa, in Via degli Alberti 11 appuntamento con “Venti di Rinascita”: presentazione della silloge poetica di Chiara Rantini “Rinascita” e reading poetico a cura dell’associazione culturale di Certaldo “Il giardino degli Elicrisi” in collaborazione Con Affluenti-Nuova Poesia Fiorentina.

La scaletta dell’evento prevede un’ introduzione a “Rinascita” a cura di Edoardo Olmi; la proiezione del video “Uno sguardo poetico” di Chiara Rantini; la lettura di alcune poesie tratte da “Rinascita” di Chiara Rantini; la lettura di poesie tratte da “Ultrafania” di Sara Bini; la proiezione del video “La via della poesia per Sara Bini”; un reading alternato con poeti/e di Affluenti; un confronto col pubblico e open mic.

L’evento inaugura un percorso di coltivazione e valorizzazione della poesia che l’associazione Il Giardino degli Elicrisi intende portare avanti nei mesi successivi.

Chiara Rantini

Rinascita di Chiara Rantini

Estate 2022. Tempi nuovi dopo un lungo periodo di chiusure. Anche se ormai la primavera è passata, resta il desiderio di rinascere, di rinnovarsi, di fare quel passo che ancora manca per sentire che qualcosa sta cambiando e che un’idea di futuro è ancora possibile. Con questo spirito nasce questa nuova raccolta poetica edita da Ensemble, casa editrice romana che, nel 2018, già pubblicò Un paradiso per Icaro di Chiara Rantini. Sono liriche con un doppio e complementare aspetto: si muovono come forze centrifughe dall’interno all’esterno, interrogando il sé a partire dall’incontro con l’altro, con il mondo che ci circonda, dove presente e passato si uniscono in un unico flusso di conoscenza. Luci, Tempi, Passaggi, Volti sono le stazioni di un percorso attraverso la memoria personale e collettiva: qualcosa è successo e il confronto con le recenti vicende storiche rivive nella voce della poesia che è di per sé atemporale e priva di confini. Se cercate un respiro di libertà, lo troverete nei versi, nelle immagini, nei sogni.

Ultrafania di Sara Bini

Sara Bini

Il significato etimologico di Ultrafania, è “luce proveniente dall’altrove” ed è esattamente questo il senso che l’autrice, Sara Bini, attribuisce alla poesia: quello di un collegamento tra il mondo “prosaico” e materiale nel quale siamo immersi e l’Altrove e il Divino che albergano in ogni essere umano. In un suo lavoro precedenteI Figli di Lilith. Un tributo a Isolde Kurz e al divino in ogni donna” Sara Bini, ha ricostruito come la figura mitologica di Lilith, divinità presente nelle religioni mesopotamiche e nell’ebraismo, rappresentata talora come demone rappresenti invece l’archetipo del femminile inteso come lato “caldo” e creativo della vita, e del divino presente in ogni donna. In molti dei suoi testi poetici compare la contrapposizione con l’inverno, il freddo, il gelo, la sterilità della pietra, come nei versi seguenti:

“Tu sei il freddo/il gelo/l’acciaio/la roccia/sibilano i tuoi occhi/mi sei entrato nelle ossa (Rapsodia) Potessi imparare a ignorare il tormento/che mi spinge contro/questo viaggio d’inverno (Viaggio d’inverno) Il mio cuore è pietra/una pietra non sente/non può fiorire/forzata alla luce/non può sanguinare (Pietra).”

L’incombere di questo principio freddo e sterile sembra pervadere l’intera silloge dei testi di Sara Bini, e torna anche in altri titoli come Gelido e Inverno. La raccolta è divisa in varie sezioni, una dedicata ai quattro elementi, Aria, Acqua, Terra e Fuoco, poi Figurazioni, Attraversare, Con-passione.

La pulsione all’ultrafania della poesia di Sara Bini emerge dai continui riferimenti a una spiritualità che è insieme cristiana e panteistica, come in “Countrychurch”:

“Io sono l’albatros/tempio devastato/padre perdonami/perché non ho vissuto.”

Sara Bini, è anche musicista, e come riconosce nella prefazione Giovanni Agnoloni, le sue poesie ricordano la forma poetica di origine medioevale della ballata, con ascendenze nella poesia romantica ed ermetica, e una presentazione grafica che ricorda talora la poesia visiva. La raccolta è pervasa da ispirazioni poetiche e letterarie le più varie, da André Gide, a Giuseppe Ungaretti, da John Lennon, a Thomas S. Eliot, sempre filtrate dalla sensibilità particolarissima e “ultrafanica” dell’autrice. La silloge raccoglie poesie scritte dai 15 ai 35 anni, e possiamo notare dalle prime liriche più corte ed ermetiche alle “ballate” che caratterizzano l’ultima parte, Con-Passione, un crescendo emotivo che in qualche modo richiama appunto la formazione e l’attività musicale dell’autrice.

Andrea Macciò

 

 

 

 

 

 

 

 

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