Sindaca nuova problemi e polemiche vecchi
A Firenze, dove l’alternanza amministrativa non si realizza da tempo immemorabile, ogni cinque anni, ci si ritrova puntuali a dover affrontare problemi vecchi con sindaci, o rinnovati al secondo mandato, o nuovi come Sara Funaro, che tuttavia, proprio nuova non è, avendo fatto parte della seconda giunta di Dario Nardella ed avendo annunciato in campagna elettorale di volerne seguire la linea programmatica. E come d’abitudine, ecco tornare di attualità il tema della tramvia ed il taglio degli alberi, che sarà, ovviamente necessario per completare le linee in corso di realizzazione. E siccome i problemi, vecchi o nuovi che siano, a Firenze, sono sempre seguiti da polemiche, ecco che puntualmente, anche i comitati contro questa infrastruttura sono tornati a farsi sentire, denunciando l’inizio del taglio degli alberi, proprio in un luogo che dovrebbe essere loro habitat naturale, chiamandosi Parco dell’Albereta ed inviandoci le foto di copertina e a corredo dell’articolo.

Chi ci legge spesso, sa che la nostra posizione sulla tramvia è sempre stata di forte contrarietà, ma non possiamo esimerci da una riflessione di tipo sociologico. Come mai, se ad ogni cambio di sindaco, si continua a dare fiducia, o al delfino di quello uscente, o comunque a qualcuno che opera in continuità con la sua linea, che ormai, per quanto riguarda la viabilità, anche i sassi dell’Arno hanno capito essere basata sul tram ovunque e sull’espulsione progressiva dalla città, di ogni altro mezzo di trasporto privato che non siano biciclette e monopattini, si continua in parallelo, a manifestare per quella che ormai è una battaglia inutile, vista la pervicacia dei fiorentini nel votare, sempre allo stesso modo? Non abbiamo una risposta logica a questa domanda, che vorremmo girare ai comitati, per capire se ci troviamo di fronte a dei romantici Don Chisciotte, che combattono contro i mulini a vento per passione e magari sana incoscienza, o a dei masochisti, che quando mettono la croce sulla scheda, al ballottaggio vanno col pilota automatico sul solito simbolo, per paura di un possibile ritorno del fascismo peraltro difficilmente realizzabile, se a rappresentare la destra fiorentina è il tranquillo borghese Schmidt, che sinceramente non vediamo proprio adatto, nè per stile, nè per carattere a indossare la camicia nera ed usare il manganello. Insomma, è inutile lamentarsi o protestare, quando, in qualche modo si è contribuito a scegliere chi legittimamente peraltro, ha inserito nel proprio programma amministrativo, il proseguimento sulla linea, è il caso di dirlo della tramvia. Resta la tristezza nel dover subire un ulteriore impoverimento del patrimonio arboreo fiorentino, per la realizzazione di un’opera inutile, obsoleta ed a fortissimo impatto ambientale ed estetico, ma è la democrazia baby! E allora vogliamo dire ai fiorentini con un pò di sana ironia vernacolare: “L’avete votata la tramvia? O ciucciatevela!”
Luca Monti
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