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Sul turismo il Comune di Firenze parla di decentramento ma nei fatti è l’opposto

di Luca Monti
mercoledì 12 Luglio 2023 · 18:58 · 3 min di lettura
Sul turismo il Comune di Firenze parla di decentramento ma nei fatti è l’opposto

Il Comune di Firenze, sta parlando da tempo e ce ne siamo occupati con altri articoli, della necessità di decentrare il turismo, ma nei fatti, non sembra portare avanti politiche concrete in tal senso, anzi. Pochi, al di fuori degli addetti ai lavori, infatti, crediamo che conoscano l’esistenza di Destination Florence, che è una delle tre sezioni della DFCVB (Destination Florence Convention e Visitor Bureau), nata dalle ceneri della vecchia Convention Bureau partecipata al 59% da Firenze Fiera e per l’altro 51% da aziende private. Ebbene questa partecipata comunale avrebbe la missione di redistribuire i flussi turistici per decentralizzare gli stessi, tanto da ricevere da Palazzo Vecchio, un finanziamento da 320 mila euro all’anno, per tre anni, rinnovabile per altri due anni, al momento la scadenza è fissata per la primavera 2024. Il finanziamento venne giustificato, all’epoca dello stanziamento, con la seguente nota dal Comune di Firenze: «Destination Florence Convention and Visitors Bureau è il nuovo partner del Comune di Firenze per promuovere la destinazione, destagionalizzare e delocalizzare i flussi». Fin qui niente di male essendo normale che un Comune finanzi le attività delle proprie partecipate. Il problema nasce quando le attività di queste società, vanno esattamente nel senso opposto, a quanto dichiarato nella loro ragione sociale, come dimostra già la copertina di un numero della rivista edita dalla stessa Destination Florence, con la non certo periferica e sconosciuta Santa Maria Novella, che abbiamo a nostra volta pubblicato in copertina e a corredo dell’articolo. Aldilà delle copertine sbagliate o meno però, il problema si pone quando tra i tour cosiddetti alternativi, dunque decentralizzati proposti dalla Destination Florence, sul proprio sito internet, troviamo, a 55 Euro, anche un tour dedicato al “mangificio” del centro storico, con addirittura un servizio cosiddetto salta fila, basato sulle prenotazioni presso l’Antico Vinaio di Via de’ Neri. Sia ben chiaro non ce l’abbiamo con quell’attività, che svolge legittimamente il proprio lavoro ed è libera di utilizzare i canali promozionali che ritiene più opportuni, ma certo appare quantomeno assurdo, che una partecipata del Comune di Firenze, che dovrebbe decentralizzare i flussi turistici, organizzi dei tour con servizio di prenotazione, proprio in uno dei luoghi più affollati della città. Ma ancora più assurda è la giustificazione che la stessa Destination Florence, dà di questa “stravaganza”: «All’Antico Vinaio è uno dei “best seller” del turismo e proporlo sulla nostra piattaforma porta molti contatti. Così, le schiacciate di Via de’ Neri, come gli Uffizi, sono destinazioni da cui purtroppo non si può prescindere, ma fanno da attrattori che permettono ai turisti di scoprire destinazioni diverse e meno battute. Dai nostri dati risulta che chi acquista i tour per le principali attrattive finisce per acquistare anche altro». Insomma per decentralizzare il turismo, per una partecipata comunale che utilizza, a tale scopo, soldi anche nostri, occorre secondo lorsignori far mangiare la schiacciata dall’Antico Vinaio e visitare gli Uffizi, per poi forse vedere i visitatori andare nella periferia cittadina o in qualche piccolo borgo della provincia, in cerca di bellezze e tesori d’arte, davvero sconosciuti. A tale bischerata non si può rispondere da fiorentini, che con un sonoro Ma Vaia Vaia!

Luca Monti

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