Un turista ieri facendosi un selfie ha danneggiato il ritratto di Ferdinando dei Medici agli Uffizi
Ieri 21 Giugno, un turista italiano di 40 anni, ha deciso di farsi un selfie particolare e nel tentativo di mettersi nell’identica posa del Gran Principe, Ferdinando dè Medici, raffigurato in un dipinto di Niccolò Cassana, detto “il Nicoletto” datato 1690 ha camminato all’indietro per qualche metro, inciampando e danneggiando così l’opera provocando per fortuna, solo lievi danni alla tela, con uno squarcio all’altezza del piede destro del ritratto, che i tecnici prontamente intervenuti, stimano, possa essere riparato e riesposto in pochi giorni. Il turista è stato identificato dai Carabinieri degli Uffizi e verrà denunciato, oltre a dover presumibilmente sostenere il costo del restauro della tela, alla quale si riferisce la foto di copertina e a corredo dell’articolo. Il Direttore degli Uffizi, Simone Verde, ha dichiarato sull’episodio quanto segue: “Oggi un turista volendo fare un meme davanti a un dipinto indietreggiando in posa come il principe dei Medici, ivi ritratto, ha urtato la superficie dell’opera. Il problema di visitatori che vengono nei musei per fare meme, o scattare selfie per i social è un fenomeno dilagante, al quale porremo dei limiti molto precisi, impedendo i comportamenti non compatibili con il senso delle nostre istituzioni e del rispetto del patrimonio culturale.” Quello degli Uffizi, è il secondo episodio di danneggiamento di un’opera d’arte in musei italiani, in dieci giorni. Il primo danneggiamento, si era, infatti verificato, appunto, solo dieci giorni fa, a Verona, a Palazzo Maffei, dov’era esposta, fra le altre opere anche la Sedia Van Gogh, realizzata completamente con cristalli di Swarowsky, dall’artista Nicola Bolla. Un turista si è seduto sull’opera, che ha ceduto sotto il peso dell’uomo e si è danneggiata fortunatamente anche in questo caso, in modo non grave ed infatti, si trova già in mostra. L’episodio di Verona, tuttavia, nella sua dinamica, appare più grave di quello degli Uffizi, in quanto, il gesto del turista che si è seduto sulla Sedia Van Gogh, non è stato improvvisato, ma è frutto di un intento preciso. Lo testimonia il fatto che l’uomo non si è fatto un selfie, ma era appoggiato da una donna che gli scattava la fotografia e la coppia, ha atteso che il personale di sorveglianza della sala si allontanasse per mettere in atto il gesto. Secondo alcuni esperti di queste dinamiche psicologiche e sociali, il gesto di Verona andrebbe interpretato come il desiderio dell’uomo che lo ha messo in atto di immedesimarsi nell’opera per diventare anch’esso, con la sua “performance” parte della stessa. Su questo, forse il mondo dell’arte contemporanea dovrebbe riflettere ed iniziare a chiedersi, se non sia il caso di iniziare a riproporre opere meno concettuali e più tradizionali.
Luca Monti
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