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Un’indagine della Guardia di Finanza fa tremare il mangificio fiorentino

di Luca Monti
martedì 28 Maggio 2024 · 19:28 · 2 min di lettura
Un’indagine della Guardia di Finanza fa tremare il mangificio fiorentino

Firenze, dal punto di vista commerciale, ormai, non ha più nulla da dire, avendo scelto di abbracciare la filosofia del “mangificio” turistico. Malgrado, infatti, la Giunta Nardella, sbandieri i risultati ottenuti col cosiddetto Regolamento Unesco, che dovrebbe appunto regolamentare le attività nel centro storico, basta girare per le vie e viuzze dello stesso, per rendersi conto di come ogni cinque botteghe circa, una sia  legata al  cibo. Secondo i dati ufficiali 2022 del Comune di Firenze, nel centro storico, vi sarebbero un bar od un ristorante ogni trentuno residenti, un numero enorme e spaventoso dal punto di vista dell’immagine della nostra città, perchè fa immaginare ai turisti che qui, si mangi e si beva h24 senza fare altro. Oltretutto con questi numeri, com’è facile immaginare, la qualità del cibo, ha subito un ribasso notevole, portato dalla concorrenza e che ha avuto come riflesso, il triste fenomeno dell’esposizione seriale in vetrina, di pezzi di manzo, in attesa di diventare bistecche. Ma ora questa bolla della ristorazione, potrebbe ridimensionarsi, a causa di un’indagine della Guardia di Finanza, che ieri ha portato a svariate perquisizioni, nei confronti di persone che avrebbero investito e riciclato in circa dieci anni, oltre 13Milioni di Euro, guadagnati illecitamente. I principali indagati, sono il 49enne fiorentino Alessandro Bigi ed il suo socio albanese Eluert Kamami, ma nell’inchiesta, è finito anche l’ex portiere di Napoli e Fiorentina, Pino Taglialatela, che avrebbe venduto il cinquanta per cento delle quote societarie dell’Ischia Calcio, a Bigi, che ne è l’attuale presidente per 100Mila Euro in contanti a fronte di 9Mila dichiarati al fisco. Quello che sorprende, è il gran numero di ristoranti, che gli indagati avrebbero controllato tra i quali, alcuni storici, frequentati anche dalla Firenze dei salotti culturali e politici. Addirittura il “Cavallino” e “l’Orcagna” in Piazza della Signoria, ma anche la “Trattoria Ponte Vecchio” sul Lungarno Archibusieri, La “Bisteccheria Santa Croce” in Largo Bargellini, la “Trattoria de’ Pitti” nell’omonima piazza, “L’Osteria Lungarno” sul Lungarno Corsini, la “Trattoria Giovanni” in Via Sant’Agostino, “l’Osteria la Bistecca” in Piazza della Repubblica ed un’altra ventina, sparsi per il centro. Vedremo se quest’indagine, avrà un riflesso sul “mangificio” o se tutto resterà com’è e Firenze, finirà per diventare un immenso picnic, come nell’immagine che abbiamo scelto per la copertina e a corredo dell’articolo, solo senza prati.

Luca Monti

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