Rinviato per maltempo lo spettacolo previsto per venerdi 30 Giugno “Mostri Sacri. Pasolini, Caravaggio, noi. In scena a Vendersi, “Il paese degli spaventapasseri”
E’ stato annullato e rinviato a data da destinarsi lo spettacolo previsto per venerdi 30 giugno presso il suggestivo spazio della canonica di Vendersi andrà in scena “Mostri Sacri – Pasolini, Caravaggio, Noi”, uno spettacolo di e con Monica Massone.
Vendersi, frazione di Albera Ligure in Val Borbera, è noto come “il paese degli spaventapasseri.

L’uso di questi pupazzi ha origine nelle antiche tradizioni contadine ancora vive nella cultura di queste zone: i pupazzi con sembianze umane erano simboli di buon auspicio, usati per invocare la divinità e proteggere il raccolto. Per il loro aspetto, erano inoltre utili a scacciare gli uccelli. È nel 2020 che Silvia e Ivana, due donne di origini liguri residenti nel piccolo borgo, decidono di trasformare Vendersi in un luogo magico, da allora conosciuto come “Il Paese degli Spaventapasseri”, un luogo d’incontro e di iniziative di promozione dell’arte e della cultura. “Un sorriso è per l’anima come il sole per un fiore” è la bella frase che accoglie il visitatore in arrivo da Albera Ligure, dalla quale si giunge in pochi minuti di auto o moto e 50 minuti a piedi, attraversando le suggestive frazioni di Molino di Santa Maria e Santa Maria. Vendersi è accessibile in auto anche da Cantalupo Ligure.
I primi spaventapasseri creati da Silvia e Ivana nel 2020 si chiamavano Manlio e Delfina. Nell’estate 2020 sono stati realizzati oltre 30 spaventapasseri, poi cresciuti di numero negli anni successivi.
Come una sorta di presepe diffuso, troviamo la ricostruzione di vere e proprie scene di vita contadina. Nel frattempo, si è costituita l’associazione “Il Paese degli Spaventapasseri” che ogni stagione estiva e natalizia riallestisce questa sorta di Museo Diffuso e collabora con il Sarvego Festival. Dal 2023 la Canonica di Vendersi è la sede dell’associazione.

Mostri Sacri parte da uno spunto autobiografico: il viaggio all’interno di una storia d’amore, piccola e apparentemente di poco significato, che però ci restituisce tutta la potenza di quanto il sentimento, inteso come elevazione ma anche come violenza e passione, ci trasformi, tutti quanti, in “mostri” prima e, con un po’ di coraggio, in sacri poi. La vicenda narrata si svolge intorno alla metà degli anni Novanta in Alessandria, e uno dei temi collaterali che colpiscono lo spettatore, soprattutto se come chi scrive ha vissuto l’adolescenza nella seconda metà degli anni Novanta, è la grande rivoluzione portata dalle nuove tecnologie nella vita dei giovani.Il personaggio di Monica connette, tramite il racconto della sua storia, lo spettatore sia a Caravaggio, che a Pasolini, a loro volta congiunti per affinità di etica ed estetica, mediante l’aprirsi, per analogia di eventi, di “finestre” attraverso cui parlano e agiscono gli altri due protagonisti. Il contrasto tra il linguaggio colloquiale e informale con il quale viene rievocata la storia d’amore della protagonista e quello letterario che caratterizza gli estratti di Pasolini evidenzia la portata universale dell’amore e delle sensazioni descritte nel recital.

Protagonista del racconto è anche la provincia alessandrina nella quale la protagonista cresce, contrapposta al caos creativo di una metropoli come Roma, la città della Grande Bellezza, il luogo dove approda inevitabilmente ogni persona che in Italia voglia lavorare nello spettacolo. Una provincia che per una ragazza degli anni Novanta dalla sensibilità fuori dal comune insieme è oppressiva e rassicurante.

La domanda che guida lo spettacolo è: da qualche parte, esiste un Caravaggio o un Pasolini anche dentro di me?
Lo spettacolo alterna un racconto originale alla biografia di Caravaggio alle parole stesse, prosaiche, poetiche e cinematografiche, di Pasolini.
La musica, di genere elettronico e classico, contribuisce a ricreare ambienti, atmosfere.
“Mostri Sacri” ha, dunque, la caratteristica di voler avvicinare Caravaggio e Pasolini allo spettatore, mediante il racconto di un amore che lega Monica, la narratrice, ad Andrea, un musicista, sentimento che, dalla prima adolescenza alla prima giovinezza, “compie tutto il suo giro” e contiene, in nuce, la ragione delle lotte e la premessa delle teorie che caratterizzarono il talento del grande pittore e del grande letterato.
Un’occasione per scoprire anche il “paese degli Spaventapasseri” e una valle appartata, ma di grande fascino come la Val Borbera
Per informazioni: 348 4024894
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Articolo e foto di Vendersi di Andrea Macciò
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