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Viaggio alla scoperta delle vere botteghe storiche fiorentine. Filistrucchi di Via Verdi esiste e resiste dal 1720

di Luca Monti
martedì 5 Dicembre 2023 · 17:47 · 3 min di lettura
Viaggio alla scoperta delle vere botteghe storiche fiorentine. Filistrucchi di Via Verdi esiste e resiste dal 1720

A Firenze, si sta affermando una moda, piuttosto discutibile dal punto di vista estetico e non solo, quella di datare le origini della propria attività economica, ponendola in evidenza sulle insegne. Dal punto di vista estetico e linguistico, perchè spesso la data viene preceduta dal termine inglese “since” anzichè dal più corretto e semplice italiano “dal”. Ma soprattutto dal punto di vista etico e storico, in quanto, oltre a denotare il fatto che tali attività sembrano non gradire i clienti fiorentini ed infatti noi le evitiamo, in quanto ci sentiamo rifiutati, visto che le insegne non sono scritte nella nostra lingua, ma in inglese, come se fossimo negli Stati Uniti, spesso le date indicate sono di pura fantasia, messe a caso, per dare un senso di inesistente storicità e dunque la cosa sa di escamotage commerciale di bassa lega. Vogliamo quindi dare risalto alle vere botteghe fiorentine, che pur avendo davvero alle spalle, secoli di storia, non si sognano nemmeno di scrivere la loro nata di nascita sulle insegne. Parliamo ad esempio di un’attività, oggi forse considerata, a torto, marginale con l’avvento delle multinazionali della profumeria e della cosmetica, vale a dire la bottega di trucchi e parrucche teatrali Filistrucchi, in Via Verdi, che esiste e resiste, senza ostentazioni, al cambiamento sociale, da oltre tre secoli, esattamente dal 1720, tramandata da padre in figlio e senza mai cambiare sede. E la società, è davvero cambiata più volte dal 1720, quando trucchi e soprattutto parrucche, erano patrimonio comune degli individui, ancora nell’800 basta vedere la ritrattistica maschile, della quale mostriamo un esempio nella foto seguente, col “Ritratto di gentiluomo a mezzo busto con parrucca bianca” realizzato da un pittore neoclassico francese del XIX secolo.

Oggi l’attività della bottega Filistrucchi, nella quale si possono trovare ancora:  parrucche, barbe, baffi, toupet ed affini realizzati in capelli naturali, maschere e protesi in lattice, silicone e cartapesta, tutti oggetti prodotti dai titolari, anche su disegno del cliente. Come ovvio a rivolgersi a Filistrucchi, oggi sono principalmente gli artisti che vanno in scena al vicino teatro Verdi, che hanno la comodità di poter provare i costumi ed i trucchi, a pochi passi dai loro camerini. Ma anche altri teatri e registi cinematografici, si servono da Filistrucchi, che garantisce oltre 3 secoli di esperienza nel settore e quindi, ogni film, risulta filologicamente corretto, almeno dal punto di vista estetico. Per tutti questi motivi, la bottega Filistrucchi, lo scorso 28 novembre, ha ricevuto dal Comune di Firenze, in Palazzo Vecchio, un premio speciale, per la propria attività. Auguriamo a Filistrucchi, altri trecento anni di storia, oltre a quelli già vissuti, a dispetto di chi se li inventa sul momento per vendere una pizza di plastica in più, al turista di passaggio, convinto di trovarsi in un luogo dove cento anni orsono, si mangiava la migliore pizza della città, quando, invece, magari il locale è stato aperto pochi mesi fa. La nostra Fiorenza, ha bisogno di valorizzare, recuperare e soprattutto ricostruire ed ampliare il tessuto artigianale, che l’ha resa grande nei secoli, perchè di pizzerie a taglio e negozi grandi firme, ce ne sono fin troppi ed assolutamente uguali a quelli che si trovano in tutto il resto del mondo. Ma Firenze con tutto il rispetto per gli altri, non è il resto del mondo, ma il Mondo, grazie a quella dinastia illuminata e piena di mecenatismo che furono i Medici, che volenti o nolenti, hanno creato la civiltà moderna, con una vera e propria operazione alchemica distillata attraverso il crogiuolo dell’umanesimo prima e del rinascimento poi. Dunque Firenze, merita il meglio, non il mediocre, anche in campo commerciale.

Luca Monti

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