Le pietre lievi del silenzio (Les petits cailloux du silence): una raccolta poetica di Amina Mekhali
Les petits cailloux du silence (traduzione italiana con testo a fronte Le pietre lievi del silenzio di Cinzia Demi) è una raccolta poetica della scrittrice, poetessa e traduttrice algerina Amina Mekhali.
Nell’ambito della letteratura postcoloniale dei paesi del Maghreb è in atto da tempo un dibattito sulla lingua d’elezione: il francese, lingua dei padri fondatori della letteratura algerina (ma anche “lingua dell’esilio” come la definiva il poeta Malek Haddad) o l’arabo, lingua della “resistenza” e dell’identità, lingua della poesia, arte araba per eccellenza?
L’autrice sceglie il francese, la “lingua dell’esilio” cercando però, come ricostruito nella prefazione di Amal Bouchareb, di restituire lo stile, lo spirito e l’atmosfera della tradizione della poesia araba, senza indugiare a quell’orientalismo stereotipato che caratterizza invece autori che scrivono in arabo e che sembrano volutamente venire incontro a quanto si aspetta da loro il lettore “occidentale”.
Nelle poesie di Amina Mekhali, caratterizzate da un linguaggio denso e iconografico, ritroviamo non solo le sue emozioni e sensazioni personali, ma anche la voce collettiva di una cultura, quella dell’Algeria, che ha continuato a conservare una propria identità e specificità nell’ambito dell’area del Maghreb con voci poetiche e letterarie di altissimo livello. Testi evocativi, da leggere con lentezza e da interpretare non solo con strumenti tecnici e linguistici.
“Ho legato le mie trecce con i nastri/ho evidenziato i miei occhi smarriti col Kajal/ho invocato la presenza di mia nonna” (…) accarezzo lentamente le mie ali scolorite/e bacio piangendo/ il vecchio tappeto di mia nonna. La poesia “il vecchio tappeto di mia nonna” è rappresentativa di un filone evocativo del passato personale e della solida tradizione culturale del paese natale dell’autrice.
Il libro è in francese con testo italiano a fronte, e in originale possiamo apprezzare maggiormente la musicalità incantata dei versi di Amina Mekhali (et j’embrasse en pleurant/le vieux tapis de ma grand-mère).
Altri testi come “Contrabbandieri di libertà” e “Il volo dei migranti” raccontano tramite la trasfigurazione poetica l’esperienza della migrazione vissuta da molti abitanti dell’Algeria dopo la decolonizzazione (la terra fu promessa/ come una bella dimenticata/ che si adorna di assenze/lasciando l’orizzonte).
Quello dell’attesa è un tema ricorrente nella poesia di Amina Mekhali, dalla ricorrente immagine della stazione vuota (Su una banchina della stazione senza treno) all’attesa dell’amore (la notte non era arrivata/quando nel sole che tramontava/con le bocche smarrite/e gli occhi semichiusi/attendevamo l’amore). I versi di Amina Mekhali sono spesso percorsi da una sensualità intensa e sussurata e da una musicalità più accentuata in alcune poesie come I fiori della vita.
Il silenzio, la spiritualità percepita anche nell’inanimato delle case, l’attesa sono temi che incontriamo in maniera ricorrente nella poesia di Amina Mekhali. Versi da assaporare e leggere circondati dal silenzio, estraniandosi dal rumore del mondo, l’esatto opposto della concezione dell’instapoetry da consumare con la velocità e la scarsa concentrazione dei social media, anche se ovviamente questa può essere una strada utile per poeti emergenti.
Les petits cailloux du silence/Le pietre lievi del silenzio è in lingua originale francese con testo italiano a fronte. Chi legge e conosce la lingua francese potrà apprezzare ancora di più la musicalità dei versi di Amina Mekhali, evidente comunque anche nell’ottima traduzione di Cinzia Demi.

Amina Mekhali è nata a Mostagranem (Algeria) nel 1967. È scrittrice, poetessa e traduttrice. Ha pubblicato due romanzi, Le secret de la Girelle e Nomade Brillant, una raccolta di racconti e varie poesie in antologia. Nel 2019 è stata nominata ambasciatrice in Italia del premio Léopold Sedar Senghor. Le pietre lievi del silenzio è il suo primo libro tradotto in italiano per Edizioni Puntoacapo.
Andrea Macciò
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