Oggi in Brasile si festeggia la giornata dell’immigrazione italiana
il 21 febbraio del 1874 approdavano in Brasile, nella città di Vitoria, nello stato dell’Espírito Santo, 388 coloni italiani a bordo del piroscafo “Sofia”. Si trattava della cosiddetta “spedizione Tabacchi” la prima missione organizzata di nuclei familiari italiani in Brasile, preludio di un’ondata migratoria che porto’ in quel grande Paese, quasi tre milioni di persone. Quei primi italiani, sbarcati in Brasile, provenivano per la maggior parte dal Trentino e dal Veneto e diedero vita alla “Colonia Nova Trento”. La “spedizione Tabacchi” venne chiamata così, perchè quelle prima ondata di immigrati italiani, venne utilizzata per il lavoro nelle piantagioni di tabacco. Oggi sono oltre trenta milioni i brasiliani di origine italiana, che rappresentano senza dubbio la piú grande comunità di italo-discendenti al mondo. Per rendere un dovuto e meritato omaggio a questa epopea ed agli storici legami tra Italia e Brasile, che da essa sono derivati, é stato deciso in quel Paese, di istituire la giornata dell’Immigrazione Italiana in Brasile, proprio nella data del 21 Febbraio, che ricorda, appunto, il primo sbarco di nostri connazionali a Vitoria. Le iniziative istituzionali di questo tipo, andrebbero studiate ed approfondite, per creare anche nel nostro Paese, un clima di integrazione ed amicizia con chi decide di venire a vivere in Italia, facendo capire che le porte sono aperte, per chi lavora onestamente, ma chiuse per chi intende sfruttare l’assistenza pubblica, o peggio ancora delinquere. Sono inoltre educative, a nostro avviso, per chi, ancora crede erroneamente che i fenomeni migratori degli italiani all’estero, siano comparabili con quelli odierni, in senso opposto. Molto diverse erano, infatti, nell’800 le prospettive per chi dall’Italia, decideva di emigrare in Brasile. Innanzitutto si trattava di un Paese, completamente da costruire e con spazi fisici enormi, dove poter trovare una casa ed i propri spazi non era problematico, come nell’Italia odierna, che, con tutta evidenza oltre ad essere molto più piccola del Brasile, è anche sovrappopolata e con grossi problemi dal punto di vista sismico ed idrogeologico. Inoltre quei primi migranti italiani, avevano un lavoro già assegnato per quanto umile e quindi non arrivavano senza una meta precisa, sapendo già dove andare e cosa fare. Coloro che vengono in Italia, oggi, invece, sono nella maggior parte dei casi, persone oneste, ma facile preda della criminalità organizzata, perchè non avendo un lavoro già assegnato ed arrivando di nascosto difficilmente possono accedere ad un lavoro onesto e finiscono per diventare un peso insopportabile per la nostra società, già alle prese con enormi problemi di sopravvivenza economica per i propri Cittadini oltre che un problema di sicurezza, perchè, se non lavorano e sono sul nostro territorio, in qualche modo devono vivere e quindi, si danno allo spaccio di droga o ad altre forme di criminalità. Insomma, forse sarebbe meglio pensare di organizzare in modo diverso l’immigrazione nel nostro Paese, magari ispirandosi a quella formula, che ha permesso agli italiani in Brasile, di essere perfettamente integrati tanto da avere anche una festa, ad essi dedicata, il 21 Febbraio di ogni anno.
Luca Monti
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