I Medici con l’Africa a favore del Piano Mattei per quel continente
Don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa CUAMM (Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari), organizzazione non governativa che da oltre settant’anni opera nel settore dell’assistenza sanitaria ai Paesi africani, ha auspicato con un comunicato stampa che il cosiddetto Piano Mattei, varato dal Governo Meloni, che prevede nei prossimi quattro anni, un’intensa collaborazione tra l’Italia e l’Africa, veda realmente la luce. Ecco il testo del comunicato stampa: “Carissimi, alla vigilia del “Vertice Italia-Africa” che si terrà a Roma, a partire da domani, sono molte le riflessioni che potremmo fare ed ancora di più, le attese che abbiamo, come comunità di persone e professionisti, sanitari e non, che da oltre 70 anni lavorano in Africa e hanno a cuore questo continente. Sono tantissime le delegazioni, i capi di Stato e i rappresentanti di diversi Governi, che si riuniranno nella capitale, insieme ai vertici di Unione europea, Banca mondiale, Onu e di tante altre organizzazioni internazionali. “Italia – Africa. Un ponte per una crescita comune”: è questo il titolo dato al vertice che si colloca sulla scia di iniziative simili promosse già negli anni passati. Penso alle “Conferenze Ministeriali Italia-Africa” del 2016 e 2018 e poi di nuovo, nel 2021 “Incontri con l’Africa” a cui i rappresentanti delle Organizzazioni della società civile, erano stati chiamati a partecipare, a dimostrazione del fatto che rafforzare le relazioni tra Italia e Africa, è sempre stato centrale per il nostro Paese e lo è sempre stato unendo le prospettive di molteplici attori. In attesa del vertice, che dovrebbe dare nuovo slancio ad un impegno comune, ho davvero nel cuore la speranza che questo incontro possa mettere le basi per crescere e per farlo insieme. Crescere lavorando “con”, senza la fretta di risultati facili e immediati ma, al contrario, impegnandosi con costanza e determinazione in una prospettiva di lungo periodo ed accettando la fatica dello sviluppo e la pazienza dell’attesa di un risultato. Questo è quello che il Cuamm, fa da tantissimi anni, nello stile di quel “con” che ci portiamo “orgogliosamente” nel nome, e che oggi ci permette di contare su una rete a maglie strette, che connette Italia, Africa ed Europa, unendo istituzioni e Università, centri di ricerca e partner diversi nella comune sfida dello sviluppo e del rafforzamento dei sistemi sanitari, in Africa. Ci impegniamo ogni giorno nella costruzione di quello che il Presidente Mattarella, proprio nel 2021 agli “Incontri con l’Africa” ha chiamato “continente verticale”. Il sogno di immaginare e costruire un continente che abbia a nord una regione che si chiama Europa e a sud un’altra regione che si chiama Africa, separate solo da un laghetto, il lago Mediterraneo. Un continente che impara a vivere, a costruire, a ideare, insieme. Insieme. Al centro del dibattito del vertice sarà il Piano Mattei, diventato legge nei giorni scorsi e che mira nei prossimi 4 anni a rafforzare la collaborazione tra Italia e Africa, in tanti e diversi ambiti tra i quali “la cooperazione allo sviluppo, la salute, l’innovazione e la tutela dell’ambiente”, per citarne solo alcuni. Le risorse previste dal Piano, se saranno rese davvero disponibili, sono cospicue (3 miliardi dal Fondo per il clima, 7-800 milioni dal Fondo rotativo oltre ad una quota a dono). Auspichiamo che il Piano, non rimanga una cornice vuota, ma sia fatto di interventi concreti. Finalmente dopo un lungo periodo l’Africa, torna al centro dell’attenzione e del dibattito pubblico e diventa un interlocutore riconosciuto con cui progettare un futuro comune, non soltanto una minaccia di cui aver paura. Ci piacerebbe che chi ha il potere di indirizzare le politiche future avesse il coraggio di scelte radicali, guidate dalla consapevolezza che siamo davvero tutti “sulla stessa barca”, come dice Papa Francesco, e che il bene e il “ben-essere” del prossimo, vicino e lontano, ci riguarda tutti indistintamente. “Siamo convinti che la salute non è bene di consumo, ma un diritto umano fondamentale. Se la salute è un diritto, l’accesso ai servizi non può essere un privilegio per pochi e battersi per questo, un dovere di tutti”. È questa la convinzione profonda che ci anima e ci motiva nell’impegno quotidiano. Don Dante.”
Aldilà delle considerazioni sulle tematiche sanitarie, che riguardano nello specifico l’organizzazione diretta da Don Carraro, anche noi ci auspichiamo la realizzazione pratica di questo Piano, perchè lo riteniamo strategico per il nostro Paese e forse anche il nome che il Governo, ha voluto dargli, vale a dire Piano Mattei, non è casuale. Enrico Mattei, infatti, aveva idee molto lungimiranti ed aveva intuito già ai suoi tempi, la necessità per l’Italia, di collaborare attivamente con i Paesi africani, che si affacciano sul Mediterraneo, per ottenere condizioni favorevoli di approvvigionamento energetico. Ed oggi, in una mutata situazione geopolitica, nella quale l’influenza europea ed in particolare quella francese sul continente africano, è ai minimi storici, questa collaborazione diventa ancor più necessaria per affermare la centralità dell’azione diplomatica e politica dell’Italia, nel bacino del Mediterraneo. Non siamo d’accordo con l’idea di Don Dante Carraro, di un unico continente afroeuropeo, nè con l’idea di considerare il mar Mediterraneo, poco più di un lago, ma è indubbio che essendo l’Italia, la frontiera dell’Europa e visto il totale disinteresse di quest’ultima, nei riguardi della sua stessa frontiera meridionale, il nostro Paese, abbia, a questo punto, il diritto dovere, di attuare politiche autonome bilaterali con l’Africa stessa, alfine di guadagnare posizioni sullo scacchiere geopolitico globale, proprio come avrebbe voluto Enrico Mattei e salvaguardarsi da una vera invasione di migranti nel breve medio periodo, non così peregrina come ipotesi, se si lasciano agire indisturbate in quel continente la Cina ed in parte la Russia. Molto meglio intraprendere questa linea di politica estera, che continuare la fornitura di armi e connessi, a Paesi belligeranti che rischiano di trasformarsi in boomerang, sia verso l’opinione pubblica interna, che comincia a mostrare insofferenza su questi temi, sia nei rapporti bilaterali con i Paesi nemici di chi riceve quelle armi. Ricordiamo che la neutralità perseguita per decenni dall’Italia, prima dell’avvento delle deleterie politiche estere comuni europee, aveva garantito stabilità e sicurezza sulle sponde del Mediterraneo, senza la necessità di flotte armate. Chiudiamo parafrasando un concetto che sarebbe certamente gradito anche a Don Carraro, visti i suoi risvolti anche sanitari: “Prevenire è meglio che curare” perchè le guerre si prevengono con la diplomazia, non con le armi, che sono gli strumenti con i quali, invece le guerre vengono combattute e che quando suonano è troppo tardi.
Luca Monti
Il venerdì degli esodi si trasforma in incubo stop ai treni tra Pisa e Livorno
Il primo venerdì d’agosto, data particolarmente calda, non solo per il clima ma anche per la classica corrispondenza con l’inizio della vacanze…