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Maria Rachele Ruiu Portavoce di “Scegliamo la Vita” ha ribadito l’importanza della manifestazione antiabortista di ieri a Roma

di Redazione
domenica 23 Giugno 2024 · 19:40 · 4 min di lettura
Maria Rachele Ruiu Portavoce di “Scegliamo la Vita” ha ribadito l’importanza della manifestazione antiabortista di ieri a Roma

Ieri, sabato 22 giugno, hanno sfilato a Roma in trentamila, provenienti da tutta Italia, per dire no all’aborto, in difesa del diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale. Maria Rachele Ruiu, Portavoce di “Scegliamo la Vita” che ha promosso la manifestazione di ieri, ha ribadito l’importanza della stessa, con un comunicato stampa che riportiamo di seguito:

“Sono ormai parecchi anni che ci troviamo nella necessità di difendere la vita dal concepimento alla morte naturale, di fronte agli assalti condotti dalla dittatura ideologica dei cosiddetti diritti civili, in primis aborto ed eutanasia. Ma in questi ultimi mesi, stiamo registrando una drammatica escalation, a livello nazionale ed internazionale, per negare l’unico vero e sacrosanto diritto, che riguarda ogni persona: il diritto alla vita. Perfino nel recente G7, chiamato ad affrontare emergenze devastanti, come le guerre in atto, dall’Ucraina a Gaza, il difficilissimo tema dell’immigrazione incontrollata, con decine di poveri morti in mare ed il criminale lucro dei trafficanti di esseri umani, il contrasto alle mafie internazionali del commercio e spaccio di droghe, che mietono le vite di migliaia di poveri giovani, centomila solo negli USA nel 2023! I seguaci della cultura della morte, stanno spingendo sempre più, per arrivare a far riconoscere il “diritto di aborto” come questione fondamentale da approvare a livello transnazionale. Se non è questo un tentativo di indottrinamento ideologico contro ogni semplice buon senso, di imposizione di un pensiero profondamente antiumano ed immorale, c’è da chiedersi che cosa di più malvagio dobbiamo ancora aspettarci. Il profeta Isaia, nell’VIII secolo avanti Cristo, condannava duramente coloro che “chiamano bene il male e male il bene”, che purtroppo è ciò che sta accadendo oggi, nel nostro tempo, quando l’eliminazione di un bimbo nel grembo materno viene presentata e promossa come una grande conquista sociale, un bene che la modernità deve patrocinare e difendere dai “fascismi” che lavorano per difendere il suo diritto alla vita. E che dire di un povero malato, sofferente e “disperato”, o anche, più semplicemente depresso sotto il peso di una vita difficile, che invece di essere aiutato grazie ai tanti presidi della medicina palliativa, viene “dignitosamente” aiutato a suicidarsi, con l’ignobile pretesto del “l’ha chiesto lui”? In questo scenario ideologico, la manifestazione “Scegliamo la Vita” che si è tenuta a Roma, ieri sabato 22 giugno, ha acquistato una particolare importanza. Il “popolo della vita“, ha infatti, dimostrato di essere pronto a sfilare per le vie della capitale, allo scopo di manifestare pubblicamente la bellezza della vita, che supera e sorpassa tutte le devastanti ideologie mortifere dall’aborto al suicidio assistito, all’eutanasia, alla vendita di esseri umani, in particolare di bambini. Certamente c’è una sproporzione enorme fra i mezzi di cui dispone la dittatura del pensiero unico, del politicamente corretto, ed il rischio della rassegnazione al male è davvero incombente, ma non può e non deve essere così. In fondo la storia ci insegna che le maggioranze corrotte, violente, inneggianti a principi in palese contrasto con la legge naturale e il senso dell’umano che è in ciascuno di noi, dopo un temporaneo effimero successo, sono crollate e quelle piccole, sparute minoranze che hanno difeso principi e valori che costruiscono il bene comune, hanno ricondotto i popoli sui binari della vera giustizia, libertà e pace. Oggi la cancel culture ed il pensiero cosiddetto woke, si propongono di silenziare ed estromettere dal dibattito pubblico, ogni voce dissenziente, che ha il coraggio di “chiamare le cose con il loro nome” come ci ha insegnato San Giovanni Paolo II in tema di aborto e eutanasia. Una ragione in più per “parlare con i nostri corpi”, marciando per le nostre strade in nome della vita, diventando una voce importante, nel coro che ne canta la bellezza.”

Durante la manifestazione di ieri, è stato letto il messaggio di saluto giunto per l’occasione da Papa Francesco, che ha esortato i presenti ad “andare avanti con coraggio nella difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale, sulla quale, non si fanno compromessi”.

 

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