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Padre Alex Zanotelli ha lanciato un appello ai giornalisti italiani a non dimenticare l’Africa

di Luca Monti
domenica 30 Luglio 2023 · 17:58 · 6 min di lettura
Padre Alex Zanotelli ha lanciato un appello ai giornalisti italiani a non dimenticare l’Africa

Non siamo generalmente d’accordo con le idee di Padre Alex Zanotelli, missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace, perchè nelle sue analisi sulla situazione politica, sociale ed economica di quel continente, dimentica spesso la corruzione endemica dei governi locali, scaricando sull’Europa, tutta la colpa delle condizioni di povertà ed arretratezza di quei Paesi, peraltro non tutti, perchè in Africa, vi sono anche esempi di sviluppo e di crescita economica di rilievo. Oltretutto, tale visione, a guardar bene, appare se non razzista, quantomeno discriminatoria nei confronti degli africani stessi, perchè li considera, in fondo, come incapaci di autodeterminarsi, dunque soggetti di serie B, o comunque da far gestire da altri ab aeternum. E’ innegabile, tuttavia, che necessita un dibattito, quanto più ampio e partecipato possibile, sull’Africa che sta acquistando un rilievo geopolitico, come mai prima nella storia, grazie agli investimenti, certo non disinteressati, di Cina e Russia, in quel continente ed all’insipienza politica europea e qui siamo parzialmente d’accordo con Padre Zanotelli, le cui ricette pro immigrazioniste, basate solo sull’arrivo indiscriminato in Europa, di milioni di africani, che si traducono nei fatti, in una colonizzazione al contrario, possono essere criticate, ma vale comunque la pena divulgare il suo appello ai giornalisti italiani ad occuparsi di Africa, proprio perchè ci pare il momento di affrontare la questione, aldilà delle rispettive ideologie, per trovare una soluzione conveniente a livello globale, che ripetiamo, non può essere solo l’immigrazione incontrollata, anche solo per meri motivi di spazio fisico. Se, infatti, in un contenitore da un litro, non ce ne possono stare due, lo stesso dicasi di un Paese già troppo urbanizzato e popolato come l’Italia, che non può accogliere tutta la popolazione africana. Ecco dunque il testo dell’appello di Padre Alex Zanotelli, ai giornalisti italiani: “Rompiamo il silenzio sull’Africa. Non vi chiedo atti eroici ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo. Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il mondo del resto. Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media, purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa. Mi appello comunque lo stesso a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga. È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur. È inaccettabile il silenzio sulla Somalia, in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni. È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa. È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica, che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai. È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali, dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera. È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia, dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi. È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi. È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia, Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU. È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa, che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile. È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi Paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!). Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi. Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi. Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact, contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti. Ma i disperati della storia nessuno li fermerà. Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica. E così ci troviamo con un Mare Nostrum, che è diventato Cimiterium Nostrum, dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa, come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimanere in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?). Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.”

Luca Monti

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