Un apicoltore di Como è stato multato di 430 Euro per avere esposto sul banco dei suoi prodotti uno striscione pro Palestina.
Il gesto di Marco Borella, apicoltore comasco, multato di 430 Euro al mercato di Desio (MB) per aver esposto uno striscione con la scritta “Stop bombing Gaza – Stop genocide” non è solo la storia di una multa. È il riflesso di un mondo che non tollera più il dissenso, che silenzia voci scomode con il pretesto della legalità. Questa è la falsa libertà in cui viviamo, dove un messaggio di pace diventa propaganda illegale, mentre i veri artefici della violenza rimangono intoccabili. Due pesi, due misure: quello che accade al popolo palestinese, dall’altra parte del mondo è ignorato, ma qui un grido di giustizia viene censurato. La morte, la guerra, non conoscono confini quando l’ingiustizia diventa la regola del nostro vivere. E la democrazia? Rimane solo un’illusione quando si punisce chi osa denunciare il silenzio colpevole delle istituzioni.
Quell’apicoltore non è un criminale, ma uno dei tanti che osano ricordarci che la libertà , se autentica, non può mai essere condizionata o misurata da sanzioni e leggi ingiuste. In questo sistema, siamo liberi solo di non disturbare, liberi di chiudere gli occhi davanti alla sofferenza. Come si può ancora parlare di diritti e giustizia quando basta un cartello per essere puniti?
È l’ipocrisia dell’Occidente, che si erge a difensore dei deboli e dei diritti umani, ma zittisce chi si oppone alla sua narrazione. Questa non è libertà: è la sua parodia.
Grigorij Andreevic Iandolo
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