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Un Paese da salvare

di Sandra Massai Fallaci
lunedì 6 Marzo 2023 · 16:08 · 4 min di lettura
Un Paese da salvare

Gli ultimi tempi ci hanno costretto a ripensare al ruolo della Scienza, constatando gli errori commessi per esempio nel nome degli specialismi i quali, indubbiamente, hanno raggiunto notevoli risultati ma  commettendo l’errore di credere che la parte sia il tutto. Che sia il momento di ricordarsi di Platone e cercare il Logos, che unisce scienza e filosofia? La Scienza diviene lavoro produttivo, ma deve condurre alla “libertas” come sappiamo da Cartesio in poi…   Sono emersi questi ed altri interrogativi, e chi più ne ha più ne metta poiché siamo ad una svolta che c’impegna a cercare di capire, a cercare soluzioni… Molte cose sono accadute negli ultimi tre anni, e riflettendo sugli inquietanti avvenimenti emerge una domanda: quali potrebbero essere i nodi principali da affrontare per recuperare questo nostro Paese? E’ possibile un cambiamento di rotta tale da garantire un futuro ai giovani? Siamo un piccolo stato in un’Europa che non funziona (e come potrebbe, soggetta com’è alla sorveglianza di oltreoceano…?), quindi un piccolo stato del continente più piccolo al mondo, l’Europa, attaccato al continente più grande al mondo, l’Asia. Curiosa situazione.

Ma questo piccolo stato aveva raggiunto un certo benessere negli anni ’60, e niente faceva presagire il totale sfacelo di oggi: c’erano certamente problemi, ma più o meno sotto controllo diciamo. Possiamo fermare la deriva…? Forse sì. Sappiamo come l’economia è impostata a livello mondiale: chi produce reddito non lo percepisce e viceversa. Qualcosa non quadra. E noi non facciamo certo eccezione. Se penso  agli interventi più urgenti da affrontare all’interno, mi vengono in mente la riforma della Giustizia (per es, le famose carriere separate…), della Sanità pubblica (ridotta al lumicino dai giochi delle multinazionali, dell’OMS ecc…) e della Scuola (nella quale sono confluiti provvedimenti bizzarri, ma in compenso mai investimenti adeguati). Per ciò che riguarda l’estero ritengo che molti problemi degli ultimi tempi (guerra compresa) derivino da un fenomeno nato nel dopoguerra che porta il nome di atlantismo: francamente, dal punto di vista storico non ha più alcuna ragion d’essere. Ma c’è una cosa che si chiama economia, ahimé…Ecco il nodo: il rapporto fra economia e politica. Finché  queste due cose rimangono in equilibrio, più o meno si va avanti: ma quando l’economia (o, peggio, la finanza) prevale sulla politica si rischia il disastro. Perché l’economia (o, peggio, la finanza) guarda i numeri, non certo le persone. Per non parlare di W.E.F. Davos, russofobìa e quant’altro… Sarebbe bene riconsiderare il ruolo dell’Europa in una scacchiera che la vede indifesa (perché mai l’Europa non dovrebbe avere un suo esercito…?) e succube di un atlantismo obsoleto e storicamente superato: che cosa si può fare per ridurre la sudditanza (meglio ancora, eliminarla)? E’ certo difficile ma a me sembra una direzione da prendere. Forse le mie opinioni derivano dal fatto che mi occupo di Storia, e mi pare che non si considerino abbastanza alcuni elementi: per esempio, il fatto che militarmente Hitler la guerra l’ha persa in Russia alla battaglia di Stalingrado. In totale, una ventina di milioni di russi hanno perso la vita nella seconda guerra mondiale. Si sente dire che ad Oxford sono state eliminate le opere di autori russi, quando la letteratura russa è stata la più importante dell’ ‘800. Ohibò… E pensare che i nostri nonni ascoltavano Radio Londra durante il conflitto. Povera Europa, e povera Italia che ne fa parte… Ma non c’è da scoraggiarsi, occorre recuperare ciò che di buono è rimasto nel Paese, sarà da qualche parte…! Va cercato e trovato, per esempio nella tradizione socialista che è stata importante da fine ‘800 in poi: sarebbe il caso di provare, potrebbe valer la pena. Un rilancio è possibile, convinta come sono che quella strada poteva  esser percorsa con maggiore impegno e determinazione: quando ero piccola in casa sentivo parlare di Nenni con gran considerazione dai parenti (anche da Oriana, a dir la verità). Bisogna trovare le persone giuste, ovviamente, le persone migliori. Perché le idee, si sa, camminano con le gambe degli uomini (e delle donne…). Magari venisse fuori un personaggio carismatico, chessà, un Lorenzo de’ Medici, tanto per fare l’esempio di uno che parlava poco e agiva molto (al contrario dei nostri politicanti…). Sì, qualcuno capace di farsi seguire, di farsi ascoltare e soprattutto di agire non per tornaconto personale ma per il benessere dei più.

Sandra Massai Fallaci

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