Anteros i due volti dell’amore
Secondo la mitologia greca Anteros (dal greco αντέρως) cui si riferisce la foto di copertina e a corredo dell’articolo, è fratello del più noto Eros. Si narra che un giorno Afrodite, si stancò del fatto che suo figlio Eros, rimanesse sempre un bambino. Al di là delle sembianze fisiche, Eros, aveva proprio tutti i comportamenti, belli e brutti, dell’infanzia. C’era bisogno di una soluzione, ma quale?
La zia di Zeus, Temi, rispose che Eros, non sarebbe mai cresciuto fino a quando non avesse avuto l’amore di un fratellino. Così Afrodite, si unì ad Ares e generò Anteros, la divinità che permise lo sviluppo di Eros, al quale rubava le armi (arco e frecce) per evitare che colpisse a caso le coppie sulla terra. A volte esagerava e lo legava a una colonna per placare la sua natura irrefrenabile. Ogni qualvolta Anteros, si allontanava da Eros, quest’ultimo regrediva e riprendeva le sembianze di un bimbo immaturo. Qual è la morale di questo racconto?
Gli antichi greci vogliono dirci che l’amore, per creare gioia e benessere, ha bisogno di essere equilibrato e corrisposto (Anteros). Anteros, è dunque l’amore che realizziamo quando troviamo l’anima gemella, è la rappresentazione divina dell’amore reciproco, quello totalizzante. Nella visione più genuina di derivazione classica Anteros, è innanzitutto il riassunto di tutte le metamorfosi attraverso le quali passiamo dalla conoscenza dell’atto amoroso, alla coscienza dell’essenza vera e propria dell’amore. Oltre a essere il traguardo a cui ogni coppia idealmente tende (tra sentimento e ragione, esperienza e speranza), Anteros, è anche la fusione perfetta di un difficile esperimento alchemico, all’interno del quale tutto risulta bilanciato. Sicuramente vi domanderete cosa io ne sappia, ma le sensazioni dell’amore le conoscete tutti, no?
Vi sentite di buon umore, avete mille battiti al minuto e le farfalle svolazzano allegramente nello stomaco. L’amore è una tempesta che vi agita nella mente, nello spirito e anche nel corpo. Quando la freccia di Eros, vi colpisce, il vostro cervello mette in moto alcune aree responsabili dello sviluppo di ormoni, tra cui la dopamina, l’adrenalina e l’ossitocina, responsabili di una serie di effetti travolgenti. La dopamina, per esempio, è coinvolta nel processo del piacere e vi spinge a desiderare costantemente la vicinanza col partner. L’adrenalina entra in gioco nelle situazioni pericolose e vi rende più concentrati e rapidi nelle vostre risposte agli stimoli esterni: è a causa sua (anche con l’aiuto di altre sostanze eccitanti come la feniletilamina o la norepinefrina) se provate un senso di ansia, per esempio quando aspettate il vostro compagno, o compagna. L’ossitocina, invece, è l’ormone che vi esorta a cercare il contatto fisico: vi rende più spavaldi e disinibiti, un po’ come accade quando bevete del vino o assumete stupefacenti. L’ossitocina sviluppa anche l’attaccamento al partner, per assicurare la lunga durata della relazione. La feniletilamina infiamma il desiderio, la dopamina crea il senso febbrile dell’amore. Quando vi innamorate entrano in azione alcune aree corticali del cervello, ma anche regioni sottocorticali più antiche dal punto di vista evolutivo legate alla vostra sfera ancestrale: ricordatevi che l’amore è il sentimento a cui è affidata la riproduzione della vostra specie.
Ho addirittura scoperto che nelle esperienze amorose, entrano in gioco le aree del cervello connesse al sistema di ricompensa, che ravvivano il desiderio di un legame affettivo e che nello stesso tempo arrestano alcune regioni legate al giudizio sociale: per questo motivo l’amore non conosce confini e non si piega alle regole della società. Tra i molti “sintomi” di questa bellissima malattia, nei momenti di intensa emozione, il più evidente è il continuo senso di batticuore che appare accompagnato dalle mani fredde e sudate e alla sensazione di bocca secca: è l’azione del cortisolo, l’ormone dello stress secreto dalle ghiandole surrenali nelle condizioni pericolose. Il cortisolo influisce con l’adrenalina e accende tutte quelle sensazioni, non sempre gradevoli, che appartengono a un innamorato inquieto, soprattutto nelle prime fasi di “attaccamento”. Ultimamente l’uso di psicofarmaci sbagliati ha inibito queste sostanze in molte persone e quindi l’amore è in serio pericolo. Purtroppo questi “sintomi”, che tra l’altro tendono a smascherare il vostro sentimento molto più di quanto magari vorreste, sono incontrollabili. Vi dirò di più: potrete cercare di alterare il linguaggio verbale, ma il linguaggio del vostro corpo è sempre sincero. Non c’è via di scampo.
Uno dei segnali di attrazione verso un potenziale partner è la dilatazione della pupilla, responsabile di una visione imprecisa e più sfuocata dell’altro. Quando siete innamorati siete soliti proiettare i vostri sogni sull’amato: non individuate i suoi difetti (spesso li trasformate in ragioni d’amore!) e cercate di non esternare i vostri. Il maschio adora passare per migliore di quanto non sia, osannando le proprie imprese come un cavaliere coraggioso. Le piccole bugie d’amore delle donne sono invece rivolte a far sentire il partner più a suo agio. Un’altra cosa da dire è che l’amore vi cambia anche a livello psicologico. Alcune persone assumono atteggiamenti e comportamenti insoliti: persone solitamente poco empatiche riescono a manifestare tenerezze inconsuete, oppure un timido insanabile diventa una persona intraprendente e coraggiosa. Dopo un periodo, breve o lungo che sia (quando Himeros, ha terminato il suo effetto) la chimica dell’innamoramento inizia a modificarsi: l’organismo umano non può tollerare troppo a lungo eccessi di certe sostanze e prova a ristabilire un po’ di equilibrio. In questo frangente anche il rapporto cambia. Attenzione, non dovete abbattervi: il fatto che il vortice neurobiologico del primo innamoramento si attutisca, non significa che la relazione sia destinata a terminare! A questo punto state entrando nella fase matura del rapporto, quando le aree del cervello più attive sono quelle emotive, a discapito di quelle dell’eccitazione. Il calo dell’esaltazione è quindi comune, una normale trasformazione chimica che smorza il solo “effetto dopante” degli ormoni. Sta alla coppia, a questo punto, costruire una relazione duratura. Come?
E’ semplice: lasciatevi dirigere da Anteros, il maestro d’orchestra che dosa le varie componenti erotiche con armonia e saggezza.
Adesso tre mie poesie per sintetizzare, in qualche modo quanto detto sopra:
Stadio erotico 2.0
Noi cerchiamo l’energia universale che si consuma
e si rinnova di continuo,
la natura ciclica delle cose
che ricominciano dall’inizio
dopo aver raggiunto la propria fine. Cerchiamo l’unità
e l’androgino primordiale,
la totalità del tutto
l’infinito
l’eterno ritorno
e l’immortalità,
la perfezione a cui tutti aspirano.
Eravamo solo carne, un tempo.
Chi è fatto solo di passione non si fermerebbe a contemplare, ma consumerebbe solamente,
non ricorderebbe con nostalgia,
godrebbe solo di triste egoismo
senza soffermarsi a rendere immortale un ricordo.
Siamo amore sensuale
sublimato grazie al sentimento,
entriamo in uno stadio erotico nuovo,
privo di inganni
di pensieri
e di negazioni,
pieno di gioia,
fantasia e condivisioni.
Donazione di sé stesso all’altro.
Noi siamo i vecchi che si amano
Come una rosa secca:
ecco la decadenza che si fa bella
e l’abbandono
che è un bacio eterno
e muto.
Due sillabe,
tre parole
e una tisana al melograno.
La memoria non ci aiuta,
la voce men che meno,
il sorriso sì.
Noi siamo i vecchi
che si amano!
Che contano le rughe sul viso?
E’ solo pelle!
Saremo ricchi e avari,
non di soldi
ma dell’amore che abbiamo conservato.
Ora con voce tremante e capelli d’argento
ti bacio
e torno il bambino
col sorriso di mia madre.
Non ho bisogno di viaggiare
Non ho bisogno di viaggiare
per poterti raccontare un viaggio. Ho quel dono di sentire tutto
pur rimanendo a casa,
la nostra.
Guardo oltre la siepe,
osservo il mondo,
e vedo l’infelicità
dalla quale tu scappi.
In questa poesia ci metto il corpo e quando la poesia finisce
il tuo corpo diventa il foglio,
la firma è un mio bacio rapito.
E il tuo cuore che cos’è?
E’ un luogo dell’anima
e ci volo dentro tutte le notti e tutte le albe.
E il tuo cuore cosa nasconde?
Nasconde un sentimento sudato
e ci atterro dentro tutte le volte che canti.
Non ho per niente bisogno di viaggiare per poterti raccontare un viaggio, perché il viaggio siamo noi.
Andrea Carrai
Il venerdì degli esodi si trasforma in incubo stop ai treni tra Pisa e Livorno
Il primo venerdì d’agosto, data particolarmente calda, non solo per il clima ma anche per la classica corrispondenza con l’inizio della vacanze…